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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità verdetti in arrivo Consulta che potrebbe condizionare proposte

Tra qualche settimana la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità del prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro e sul blocco della perequazione automatica dei trattamenti più elevati: le novità




Tra qualche settimana la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità del prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro e sul blocco della perequazione automatica dei trattamenti pensionistici più elevati e si tratta di due sentenze decisamente importanti per gli interventi allo studio per modificare la riforma pensioni Fornero. Se, infatti, la Consulta dovesse dare parere positivo e ritenere illegittimi tali trattamenti potrebbe, di conseguenza, essere ritenuto illegittimo anche il piano di ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri che, secondo il principio di equità, dovrebbe anch’esso interessare gli assegni più elevati per risparmiare almeno 4 miliardi di euro.

Boeri ha spesso ribadito che si lavorerà per “un’operazione trasparenza: uno studio per categorie mettendo a confronto l’importo delle pensioni in pagamento con quello che si ottiene dal ricalcolo col metodo contributivo. Sulla base di questi dati potremo formulare proposte d’intervento”.

Molto quindi dipenderà dalla sentenza della Consulta, dopo che la Corte dei Conti ha rinviato ai giudici la decisione, dopo che il prelievo era stato dichiarato già illegittimo perché colpendo soltanto i pensionati con il cosiddetto contributo di solidarietà si violano due articoli della Costituzione, il 3 (tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge) e il 53 (le imposte vanno commisurate alla capacità contributiva).

Altra sentenza attesa riguarda il blocco della perequazione automatica per le pensioni, anche in questo caso in riferimento alle pensioni più elevate. Ma si tratta di una sentenza probabilmente già scritta e che anche in questo caso dà parare negativo al blocco, perché violerebbe anche in questo caso i principi di equità di trattamento pensionistico, anche se per perseguire reale equità bisognerebbe rivedere l’intero sistema pensionistico cercando di cambiarne l’andamento ed evitare quei gap che oggi dividono i ricchissimi pensionati da coloro che percepiscono appena mille euro al mese ed anche poco meno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il