BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, anzianità, uomini Governo Renzi: riforma novità della settimana

Dopo un’ennesima settimana decisamente ricca dal punto di vista del dibattito pensionistico, continuano ad essere divisi i partiti politici sugli sulla riforma pensioni: le novità




Dopo un’ennesima settimana decisamente ricca dal punto di vista del dibattito pensionistico, continuano ad essere divisi i partiti politici sugli eventuali interventi da mettere in atto per modificare la riforma pensioni Fornero ma continuano anche ad arrivare nuove proposte. Tra le novità e ultime notizie, quella avanzata dal leader di Pin Siri che ha avanzato la possibilità di pensionamento per tutti con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che salirebbero mille con 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. E’ l’ennesima proposta che vuol cercare di rendere più flessibili i requisiti pensionistici richiesti dalla legge Fornero, oggi considerati rigidi, ma destinati a salire ancora, visto che dal primo gennaio 2016 non si andrà più in pensione a 66 anni e tre mesi ma a 66 anni e sette mesi.

Nel dibattito pensionistico, in settimana, è intervenuto anche il segretario della Fiom, Maurizio Landini, che ha spiegato come “se si aumenta l’età pensionabile, si satura ancora di più il mondo del lavoro e, di certo, non si aiutano i giovani a trovare una occupazione. Siccome l’aspettativa di vita è aumentata si andrà in pensione più avanti. Ma crescerà ancora: siccome, per fortuna, l’aspettativa di vita aumenta stiamo andando verso i 70 anni per andare in pensione”, motivo per il quale bisogna aprirsi a nuove soluzioni di flessibilità che si renderanno sempre più necessarie.

Il governo ha aperto a nuove possibilità di interventi flessibili sulle pensioni, lo ha annunciato e ribadito il ministro del Lavoro Poletti, annunciando anche che, dopo le valutazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri l’esecutivo, è pronto a valutare insieme “le cose da fare”, dalla necessità di flessibilizzare l’uscita dal lavoro, a soluzioni ad hoc per persone più anziane che perdono il lavoro ma non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione e rischiano di diventare un nuovo caso sociale. Le idee, dunque, ci sono, e il piano di intervento sarebbe anche sostanzialmente programmato: si attende, infatti, per l’estate il decreto previdenziale, poi quello povertà, e dopo l’estate, con la prossima Manovra Finanziaria, interventi di uscita anticipata.

Ma si tratta di un piano non così scontato poi, visto che per arrivare ad interventi concreti è ancora necessario superare ostacoli: da quello più grande dell’Ue, ancora contraria a modifiche della riforma pensioni Fornero; alla crescita del Pil ancora sostenuta e inferiore rispetto alle stime e senza ripresa economica sarà difficile avviare modifiche pensionistiche; alla gestione delle risorse pubbliche, problema  decisamente evidente, visto che due leggi approvate dal Consiglio dei Ministri, la prima su nuove norme per la maternità e la seconda sul passaggio dei contratti da precari a indeterminati, non sono ancora arrivate in Parlamento proprio per un problema di gestione dei soldi.

E mentre si continua a discutere e programmare, l’unico che continua ad andare effettivamente avanti per la sua strada con interventi concreti di modifica della gestione pensionistica è il presidente dell’Inps Boeri che, dopo aver bloccato il Tfr per 42 piloti che pur ricevendo l’indennità continuavano a lavorare percependo stipendi elevati da parte di altre compagnie aree; reso noti gli ultimi dati sugli assegni decisamente gonfiati dell’ex Inpdap; aver annunciato nuovi incontri con i sindacati; punta dritto ad assegno universale e ricalcolo contributivo, nell’attesa che anche il governo inizi a dare risposte concrete sul da farsi.
 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il