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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi di questa e della prossima settimana

Anche questa settimana si è chiusa con una serie di annunci e promesse di interventi sulla riforma pensioni Fornero: novità e ultime notizie




Anche questa settimana si è chiusa con una serie di annunci e promesse di interventi sulla riforma pensioni Fornero che, presumibilmente, potrebbero arrivare entro l’estate, con decreto previdenziale e nuovo decreto povertà, o nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre. E le speranze di quanti attendono novità tornano effettivamente ad accendersi anche se le ultime notizie in merito non sono poi così positive. E’ vero infatti che il ministro del Lavoro Poletti ha lasciato intendere, come già aveva fatto l’ano scorso, che interventi sulle pensioni potrebbero arrivare con la prossima Manovra di ottobre, ma è anche vero che al momento non sussistono ancora quelle condizioni per cui sia effettivamente possibile intervenire con modifiche.

Innanzitutto, come gli ultimi dati riportano, è vero che il Pil in Italia è tornato a crescere, ma leggermente e non come le aspettative prevedevano, e la crescita non dovesse verificarsi, sarà difficile riuscire ad agire concretamente. C’è poi il problema di due leggi approvate dal Consiglio dei Ministri ma non ancora arrivate in Parlamento, la prima su nuove norme per la maternità, la seconda sul passaggio dei contratti da precari a indeterminati, a causa di una gestione da rivedere delle risorse pubbliche, che riporta in ballo il problema dei soldi, e che non rappresenta di certo un buon segnale.

Ostacolo da superare per arrivare a interventi di modifica reale della previdenza nella prossima Manovra è rappresentato anche dall’Ue che continua ad essere fermamente contraria a modifiche della riforma pensioni Fornero e si tratta di problemi che andrebbero ad intaccare il calendario di cambiamenti fissati, da non considerare poi così scontato. Se, dunque, il mondo politico sembra fermo, ben diversa è la situazione dell’Inps, con il presidente Boeri che sta procedendo molto più velocemente sotto vari aspetti, a partire da interventi volti a garantire una maggiore trasparenza ed equità, come i dati resi noti sulle pensioni gonfiate dell’Inpdap, al blocco del Tfr per 42 piloti che pur ricevendo l’indennità continuavano a lavorare percependo, tra l’altro, lauti stipendi; a nuovi incontri già annunciati con i sindacati; all’intenzione di realizzare davvero l’assegno universale seppur limitato per coloro che hanno 55-60 ani e hanno perso il lavoro.

Altro obiettivo su cui continua a lavorare è quello del ricalcolo contributivo che avrebbe il duplice vantaggio di permettere di accumulare nuove risorse economiche, derivanti dai tagli delle ricche pensioni calcolate con vecchio sistema retributivo, e di ristabilire equità. Era stato del resto lo stesso Boeri, al momento della sua nomina, a dirsi ben consapevole delle iniquità ‘pazzesche’ del sistema previdenziale italiano e così, secondo lui, si potrebbero se non risolvere quanto meno attenuare.

Con Boeri, l’Inps apre anche a nuove proposte di intervento sulla legge pensionistica, accogliendo, per esempio, con favore la nuova proposta del leader di Partito Italia Nuova Siri che prevede la possibilità di pensionamento per tutti con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che diventerebbero mille al raggiungimento dei 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. La proposta di Siri riguarda soprattutto i giovani che hanno iniziato a versare successivamente al 31 dicembre 1995 e che quindi devono calcolare la propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, con la possibilità di arrivare a percepire assegni molto bassi. E mentre Regioni e città si muovono già con l’approvazione di piani di prepensionamento per i dipendenti in esubero delle Province, mentre si attendono novità in merito nella riforma della P.A., tra tutti i piani finora proposti, comunque, sembra che il più fattibile sia l’assegno universale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il