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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità due inedite propost con quota 100, contributivo, Mini pensione

Partiti politici ancora divisi su piani di flessibilità in uscita e nuove proposte da Sel e Pin: a che punto è la discussione su modifiche alla riforma pensioni Fornero?




I partiti politici sono ancora divisi sulle eventuali modifiche da applicare alla riforma pensioni Fornero e, nonostante la contrarietà dell’Ue, il governo Renzi vuol continuare sulla sua strada di cambiamento previdenziale, cambiamento sostenuto anche dal nuovo presidente dell’Inps Boeri che ha intenzione di cambiare non solo la riforma pensioni ma l’intero sistema pensionistico, a partire dalla riforma della governance dell’Inps stesso. Le novità e ultime notizie non sono ancora molto confortanti visto che mancano interventi concreti approvati e che probabilmente bisognerà aspettare ancora un bel po’ per vederli realizzati.

E mentre dal primo gennaio 2016 l'età pensionabile salirà ancora di quattro mesi passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, si continua a discutere di piani flessibili, tra uscita anticipata quota 100, proposto da Cesare Damiano e particolarmente sostenuto dai sindacati, prestito pensionistico, staffetta generazione.

Tra le ultime novità anche l’intenzione di Boeri di garantire un reddito minimo a coloro che hanno 55-60 anni, che perdono il lavoro ma non hanno ancora i requisiti necessari per andare in pensione. Probabilmente questa novità potrebbe già arrivare entro l’estate, magari con quel decreto povertà che inizialmente, si diceva, avrebbe dovuto contenere l’assegno universale del ministro Poletti.

Insieme ai piani di uscita anticipata per tutti discussi nel corso di quest’anno, ecco arrivare due nuove proposte decisamente interessanti: la prima avanzata da Sel e che prevede la possibilità di andare in pensione in base ad età anagrafica e contributi versati a seconda della tipologia di lavoro che si svolge; la seconda presentata da Siri leader di Pin, appoggiata da Salvini e dall’Inps stesso, che prevede la possibilità di pensionamento per tutti con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che salirebbero a mille se si raggiungono invece i 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, novità che mira a garantire più soldi in busta paga e una prestazione pensionistica uguale per tutti i lavoratori, sia autonomi che dipendenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il