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Imu terreni agricoli 2015: scadenza pagamenti oggi 31 Marzo 2015, proroga, multe, tentativi di modiche con Tar e senza

Martedì 31 marzo scade l’ennesimo termine di pagamento dell’Imu che, questa volta, riguarda i terreni agricoli: criteri e novità




Martedì 31 marzo scade l’ennesimo termine di pagamento dell’Imu che, questa volta, riguarda i terreni agricoli. E il governo ha confermato che sono tenuti al pagamento i proprietari dei terreni situati nei Comuni classificati dall’Istat come non montani; in quelli parzialmente montani sono esclusi dal pagamento solo i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Nessuna esenzione per i proprietari di terreni situati in Comuni non montani. Complessivamente sono 1.601 i Comuni in cui si dovrà pagare l’Imu per un gettito aggiuntivo di 268,7 milioni di euro. E’ stato anche confermato il rimborso per i contribuenti che hanno pagato secondo i vecchi criteri basati sull’altitudine e che alla luce dei nuovi criteri stabiliti non avrebbero dovuto pagare.

Prevista l’esenzione dal pagamento per le piccole isole (Pantelleria, Ischia, Eolie, eccetera) e una detrazione da 200 euro per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali proprietari di terreni che in base alla circolare del 1993 non pagavano.

E mentre Forza Italia ha già annunciato una class action per eliminare l’imposta sui terreni, non bisogna dimenticare che si attende la nuova sentenza del Tar in programma il prossimo 17 giugno. Il Tar, infatti, dopo aver bocciato i vecchi criteri altimetrici, contesta anche i nuovi criteri di classificazione dei Comuni in montani, parzialmente montani e non montani.

Anche secondo Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, i criteri di classificazione Istat risultano incompleti e iniqui perché considerano solo l'altitudine cui è posto il terreno tassabile, mentre per una classificazione e tassazione più intelligente bisognerebbe anche tenere conto della produttività del terreno stesso. Secondo la parlamentare 5 Stelle Patrizia Terzioni questa imposta è ingiusta perché colpisce i piccoli agricoltori diretti piuttosto che le grandi multinazionali dell'agroalimentare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il