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Naspi, Dis Coll, Aspi assegno disoccupazione 2015, reddito minimo garantito e salario minimo orario: novità Renzi settimana

Anno nuovo e nuovi ammortizzatori sociali definiti dal Jobs Act, ma anche altre forme di sussidi per coloro che si trovano in condizioni di difficoltà economica: le novità previste




Anno nuovo e nuovi ammortizzatori sociali definiti dal Jobs Act, ma anche altre forme di sussidi per coloro che si trovano in condizioni di difficoltà economica, mentre al vaglio del governo vi è anche la possibilità di concedere anche in Italia il salario minimo già esistente come forma di tutela in quasi tutti gli altri Paesei europei. Ma vediamo nel dettaglio le novità previste. Debuttano quest’anno Dis cool, Naspi e Asdi. Il Dis-Coll è il nuovo sussidio di disoccupazione per i disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e CoCoPro, in vigore fino al 31 dicembre 2015, prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015, non può essere superiore ai 1.300 euro nel 2015, e dura 6 mesi.

Sostituisce l’Aspi e debutta dal prossima primo maggio la La Naspi, Assicurazione Sociale per l’impiego, che può essere richiesta dai lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e termine e da quelli pubblici assunti a termine; e che abbiano maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. La Naspi avrà una durata massima di 18 mesi, sarà erogata mensilmente dall'Inps per importi massimi di 1.300 euro al mese. Al termine della Naspi, se il lavoratore non  avrà trovato altra occupazione, potrà richiedere l’Asdi, nuovo Assegno di disoccupazione che prevede l’erogazione di un assegno di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi. L’Asdi può essere richiesto si sono maturati almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell'anno precedente o un mese nell'anno in cui si perde il lavoro, ma lo si riceve a patto di dimostrare che si sta attivamente cercando una nuova occupazione da attestare attraverso certificazioni di centri per l’impiego.

Tra le altre novità possibili, il terzo decreto sulla riforma del Lavoro potrebbe prevedere la garanzia di un salario minimo per tutti, anche in Italia, visto che si parla di un sostegno per i lavoratori già esistente in quasi tutti i Paesi europei e che dovrebbe aggirarsi tra i 6,5 e i 7 euro orari, al netto delle imposte. Si tratta di una somma appositamente pensata perché il governo vuole mantenere i voucher, buoni lavoro per le prestazioni occasionali che valgono 7,5 euro netti l'ora; ma si attende anche l’assegno di maternità per le lavoratrici autonome con Partita Iva che potranno richiederlo per cinque mesi, se iscritte alla gestione separata dell’Inps.

Potrebbe, invece, arrivare con il decreto povertà entro estate, l’assegno universale del ministro del Lavoro Poletti, già presentato come reddito minimo di cittadinanza da Beppe Grillo. Se dovesse seguire l’impianto del di quanto proposto dal M5S, il reddito minimo dovrebbe consistere in un assegno di circa 780 euro al mese a coloro che vivono in particolari condizioni di difficoltà economica o che rischiano di perdere il lavoro. Lo stesso Grillo ha confermato che si tratta di “780 euro al mese, ma varia a secondo del numero dei componenti familiari”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il