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Pensioni, riforma pubblica amministrazione, amnistia, bollo auto vecchie, storiche quota 96, indulto: novità martedì Governo Renzi

Ancora aperto dibattito previdenziale e su questione carceraria mentre ancora nulla du soluzione per i quota 96 della scuola: le novità




Continua il dibattito sulla questione previdenziale e le modifiche necessarie per rendere più flessibile la riforma pensioni Fornero, mentre si allontana la soluzione per i quota 96 della scuola e resta aperta ancora la questione carceraria. Vediamo a che punto sono le discussioni delle principali questioni del governo Renzi.

Pensioni: Mentre continua il dibattito su questione previdenziale e modifiche da apportare alla riforma pensioni Fornero, di certo c'è che a partire dal primo gennaio 2016 ci sarà il primo scatto previsto dalla legge Fornero di adeguamento in base all'aspettativa di vita Istat. Salirà l'età pensionabile di ulteriori quattro mesi, passando dai 66 anni e tre mesi ai 666 anni e sette mesi e le modifiche riguarderanno tutti i trattamenti previdenziali, dalla pensione di vecchiaia a quella anticipata, a quella per gli invalidi ai lavoratori usuranti. Ne saranno toccati coloro che fanno parte del mondo anche alla difesa e della sicurezza. Aumento previsto anche per le donne impiegate nel settore privato, dipendenti e autonome, che subiranno un incrementi di due anni sull’età anagrafica, per cui si andrà in pensione a 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti e a 66 anni e 1 mese per quelle autonome. Per quanto riguarda i lavoratori del Comparto Difesa potranno andare in pensione con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, a 57 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi, o a 53 anni e 7 mesi con 40 anni di contributi, raggiunti entro il 2011. E mentre cresce certamente l’età pensionabile, si vorrebbe accelerare sull’approvazione di sistemi di uscita anticipata che possano rendere più flessibili i requisiti di accesso alla pensione soprattutto salvaguardando determinate categorie di lavoratori, come gli usuranti.

Riforma Pubblica Amministrazione: Si attende il voto sui nuovi provvedimenti della riforma della P.A. Il voto finale dovrebbe arrivare entro l’estate e dovrebbe partire così il piano di rinnovamento della Pubblica Amministrazione italiana. Diverse le novità al vaglio, a partire dai licenziamenti. A differenza di quanto previsto dal Jobs Act, per i dipendenti pubblici resta la possibilità di reintegro a lavoro, ma il licenziamento viene esteso anche ai dirigenti  inadeguati. Il dirigente pubblico non solo potrà essere licenziato ma dovrà superare un concorso per l'abilitazione. L’operato del dirigente sarà sottoposto a controlli e osservazioni per capire se si stratta di dirigenti adatti per un determinato incarico e chi non sarà confermato decadrà dal suo ruolo in attesa di un nuovo incarico. Spariscono anche nel comparto della P.A. i contratti Co.Co.Pro e il ministro Madia ha detto che sarà avviato un percorso di assunzioni nei prossimi due anni e partirà anche un piano di ricollocazione dei dipendenti delle Province in mobilità. Novità in vista anche per i Corpi di Polizia che, come annunciato dal premier Renzi, subiranno cambiamenti. L'intenzione quella di un accorpamento della Forestale negli altri Corpi nella Polizia, con le funzioni di tutela ambientale e alimentare che resterebbero intatte, e da cinque corpi nazionali si dovrebbe passare a quattro, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria.

Quota 96: Si allontanano ancora le speranze per i quota 96 della scuola di vedersi riconosciuto il diritto al pensionamento effettivo entro l’anno. Tutto tace infatti in merito alla questione, fuori sia dal dibattito previdenziale che dalla nuova riforma della Scuola. E il ministro Giannini è intervenuta qualche giorno fa a confermare che per il momento nulla è previsto per questa categoria di lavoratori in attesa ancora di pensione nonostante abbiano maturato i requisiti loro richiesti per lasciare il lavoro, ribadendo quanto detto tempo fa dal ministro Madia, e cioè che non si tratta di una questione al momento prioritaria per il governo.


Bollo auto storiche: La Legge di Stabilità ha cancellato l’esenzione di pagamento del bollo solo per le auto storiche con più di 30 anni, ripristinando il pagamento dell’imposta sulla auto 20ennali, fino a quest’anno esenti dal pagamento. Diverse Regioni non hanno accettato la nuova normativa, decidendo autonomamente di mantenere l’esenzione sulle auto con più di 20 anni. Ma ora, tutto deve nuovamente cambiare, perché il governo ha stabilito che si deve pagare obbligatoriamente il bollo sulle auto d’epoca e in tutte le regioni d'Italia. La legge conferma, dunque, che le auto storiche di età compresa tra i 20 e i 29 anni dovranno pagare l’imposta, specificando che si tratta di un tributo regionale derivato, per cui vale sempre la legge statale e non le decisioni delle Regioni.

Indulto e amnistia: Continua in Commissione Giustizia l’esame dei ddl sulle misure di indulto e amnistia che diverse associazioni e forze politiche continuano a chiedere per cercare di risolvere una volta per tutte il problema del sovraffollamento carcerario che, nonostante le rassicurazioni del ministro Orlando, continua ad essere piuttosto forte, tanto che il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, ha reso noti i dati sul sovraffollamento delle carceri, dicendo che a febbraio si sono registrate ben 53.982 persone detenute all’interno di 206 carceri, contro una capienza di 49.943 posti, numeri che fanno capire come il problema ancora persiste.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il