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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi non sono positive. Il disegno di legge tanto annunciato è già fermo

Si torna a parlare di flessibilità pensionistica in Parlamento ma tutto bloccato e rimandato: nuove proposte e situazione attuale. Le ultime notizie sulla riforma pensioni




E’ ripresa in settimana la discussione in Parlamento sui piani di flessibilità in uscita capaci di rendere più ‘morbidi’ i requisiti pensionistici della riforma pensioni Fornero per andare in pensione prima. La legge pensionistica in vigore ha infatti innalzato l’età pensionabile per tutti, età destinata ancora a salire dal primo gennaio 2016, passando dagli attuali 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita Istat. Si tratta di una novità stabilita dall’ex ministro Fornero per cui più si vivrà più si andrà in pensione sempre più tardi. Decisamente paradossale, considerando che ci sono lavori, precisamente quelli usuranti, che non permettono di lavorare certo fino ai 70 anni.

Ed è per questo che ormai da oltre un anno si discute di meccanismi che permetterebbero di andare in pensione prima rispetto agli attuali requisiti stabiliti. La ripresa della discussione dei piani di flessibilità è sintomo di una reale volontà del governo di intervenire con cambiamenti ma le novità e ultime notizie non sono poi così positive sull’esito dell’incontro, durato nemmeno mezz’ora e rimandato a data da destinarsi. E’ vero dunque che c’è l’intenzione del governo di intervenire, ma è vero anche che vi sono ostacoli da superare , a partire dalla contrarietà dell’Ue, e problemi da risolvere, a partire dalla mancanza di soldi necessari.

Ora le attese crescono per i nuovi incontri annunciati dal presidente dell’Inps Boeri proprio per discutere di questione previdenziale e per le sue nuove proposte, che anche il ministro del Lavoro Poletti è ansioso di ascoltare per capire come muoversi effettivamente, mentre continuano ad arrivare nuove proposte che vanno ad affiancare gli ormai classici sistemi di uscita anticipata ben noti, da uscita con quota 100 a prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale, pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni.

A queste si affiancano la proposta di uscita dal lavoro con anzianità contributiva ed età anagrafica stabilite in base al tipo di lavoro che si svolge, nonché di uscita per tutti con 35 anni di contributi e l’erogazione di 800 euro per 14 mensilità, indipendentemente dall’età anagrafica in modo da garantire a tutti stessi soldi. Senza dimenticare che il presidente Boeri sta mettendo a punto quel reddito minimo per i lavoratori che perdono il lavoro ma non sono ancora vicini alla pensione.

Potrebbe essere una misura da inserire nel decreto povertà che, insieme al decreto previdenziale che invece dovrebbe contenere revisione di baby pensioni e modifiche di pensioni di invalidità e reversibilità, dovrebbe arrivare entro l’estate, per poi lasciare spazio a sistemi di uscita anticipata per tutti nella prossima Manovra Finanziaria. Un calendario, dunque, quasi perfetto ma non così scontato visto che per arrivare alla definizione di tali interventi servono innanzitutto risorse economiche di cui al momento non si dispone per cui bisognerebbe anche definire metodi per recuperare le coperture necessarie, e rivolgere sempre un occhio all’Ue che continua ad essere contraria a interventi pensionistici per cui anche in questo caso è necessario prima convincerla che eventuali interventi sarebbero invece vantaggiosi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il