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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: rimangono pochi spazi ancora alla minoranza Pd per far passare proprie convinzioni

Novità pensioni ancora in discussione e nuove possibilità per minoranza Pd: cosa potrebbe cambiare per la riforma pensioni Fornero. Ultime notizie




Tanti i partiti politici che finora hanno avanzato proposte di modifica sulla riforma pensioni Fornero, tante le ipotesi al vaglio del governo, tanti anche i piani che potrebbero essere fattibili, basti pensare al prestito pensionistico o alla staffetta generazionale, ma in questo contesto di continue nuove idee finora la minoranza Pd è riuscita a farsi sentire poco ed è quella che comunque, con Cesare Damiano e non solo, ha avanzato diverse per cambiare le pensioni, basti pensare ai sistemi di quota 100 e uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni.

Ma finora il premier Renzi ha dimostrato che si va avanti su ciò che decide lui insieme al suo entourage. Ne è dimostrazione la riforma del Lavoro e ne è dimostrazione anche la riforma Costituzionale e confermano questa situazione le nomine, fortemente  dal premier, di Tito Boeri nuovo presidente dell’Inps e Yoram Gutgeld, suo consigliere economico, nuovo Commissario per la Spending Review. Ma nuove speranze potrebbero aprirsi per la minoranza Pd con il voto sulla legge elettorale su cui spinge il premier Renzi.

I tempi più rapidi auspicati dal premier non fanno contenta, infatti, la minoranza del Pd, con la sinistra dem convinta che l'Italicum vada cambiato e Pippo Civati che annuncia rischi di spaccatura nello stesso Partito democratico. L’apertura del governo alla minoranza del Pd potrebbe significare anche nuove possibilità di intervento sulle pensioni. E una maggiore apertura potrebbe magari esserci anche nei confronti delle proposte di uscita anticipata di Damiano.

Non bisogna, infatti, dimenticare Del resto, tra le proposte di intervento sulle pensioni una di quelle su cui si punta maggiormente, particolarmente appoggiata dai sindacati, è quella di uscita con quota 100 di Cesare Damiano, che permetterebbe al lavoratore di andare in pensione già a 60 anni con 40 anni di versamenti di contributi, o a 61 anni di età con 39 di contributi e così via, purchè la somma tra età anagrafica e contributiva dia 100.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il