BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie quota 100, assegno universale, contributivo, Mini pensione settimana e ultimi giorni

Continua ad essere interessante la discussione sulla riforma pensioni Fornero tra nuovi annunci, proposte e ipotesi di lavoro. Quali sono e novità




Continua ad essere piuttosto confusa, e vaga, la situazione sulla discussione della riforma pensioni Fornero al termine di un’altra settimana ricca di nuove dichiarazioni e annunci. Se protagonisti dei cambiamenti auspicati continuano ad essere quei piani di uscita anticipata per tutti che permetterebbero ai lavoratori che lo desiderassero di andare in pensione prima rispetto ai 66 anni oggi richiesti dalla legge pensionistica attuale, età che dal primo gennaio 2016 salirà ancora di quattro mesi arrivando a 66 anni e sette mesi, e che propongono uscita a quota 100, pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, uscita anticipata con prestito pensionistico, con sistema contributivo o con staffetta generazionale e passaggio al part time, sono in realtà anche altri gli interventi al vaglio.

Alcuni già annunciati dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, dal via all’operazione trasparenza, all’approvazione del reddito minimo per tutti coloro che hanno un’età di 55-60 e che perdono il lavoro senza aver però maturato i requisiti necessari per accedere alla pensione, al ricalcolo contributivo che colpirebbe solo le ricche pensioni calcolate in parte ancora con vecchio metodo retributivo, che però potrebbe essere non di così scontata attuazione se la Corte Costituzionale dovesse nuovamente ritenere illegittimo il prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro.

E mentre, nell’attesa che il governo dia risposte concrete, alcune Regioni e città hanno già dato il via libera ai prepensionamenti con quota 100, prestito pensionistico e staffetta generazionale, come in Piemonte, Sicilia e Calabria, insieme ai piani ben noti di uscita anticipata sopra riportati, tra le novità e ultime notizie della settimana, due nuove proposte.

La prima prevedono contributi ed età anagrafica diversa a seconda del tipo di lavoro che si è svolto con la creazione di nuove tabelle e la seconda prevede l’uscita per tutti con 35 anni di contributi e un’erogazione pensionistica di 800 euro al mese che diventerebbero mille se i contributi maturati arrivano a 40 anni, per 14 mensilità e indipendentemente dell’età anagrafica in cui si lascia il lavoro. Si tratta in questi casi di meccanismi volti a garantire una maggiore equità del sistema pensionistico italiano che, secondo lo stesso Boeri, dovrebbe essere del tutto rivisto, tanto che i suoi interventi sulle pensioni partono proprio da una riforma della governance dell’Istituto stesso.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il