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Fattura elettronica per fatturazione Pubblica Amministrazione: proroga ufficiale. Per chi, come e quando regime transitorio

Tutto è pronto per il debutto in programma domani, martedì 31 marzo, delle nuove fatture elettroniche: come funzionano, chi avrà l’obbligo di inviarle e proroga già fissata




Tutto è pronto per il debutto in programma domani, martedì 31 marzo, delle nuove fatture elettroniche emesse dalle aziende private che lavorano per le Amministrazioni pubbliche e che dovranno essere effettuate esclusivamente con modalità elettronica. Da domani, dunque, le Pubbliche Amministrazioni non potranno più accettare né pagare le fatture ricevute in forma cartacea. In realtà, il sistema di fatturazione elettronica è già in vigore dallo scorso mese di giugno per i fornitori dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti previdenziali. La trasmissione delle fatture da domani avverrà attraverso un sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate al quale le imprese dovranno inviare le fatture e toccherà a lui inviare agli uffici delle singole amministrazioni il documento informatico.

Le singole amministrazioni dovranno identificare i propri uffici deputati alla ricezione delle fatture elettroniche e procedere alla registrazione nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Si tratta di un codice che dovrà essere indicato nella fattura elettronica e sarà tra le informazioni che gli uffici pubblici daranno ai propri fornitori. Da domani, dunque, le Amministrazioni pubbliche coinvolte nel nuovo obbligo di fatturazione elettronica saranno 21.840, ma non tutte saranno operative da subito. E' possibile, infatti, che un Comune riceva dopo il 31 marzo una fattura in formato cartaceo emessa in precedenza. Il problema, già postosi lo scorso giugno, riguarda pagamento delle fatture emesse in formato cartaceo anteriormente alla data di scadenza, come era accaduto per  la prima scadenza del 6 giugno 2014, per esempio una fattura avrebbe potuto essere emessa in formato cartaceo il 28 maggio 2014 ed essere ricevuta dopo il 6 giugno.

In quella occasione, il Mef disposto, come riportato da una circolare, ‘che l’obbligo di emissione in forma elettronica preceda di tre mesi la corrispondente decorrenza del divieto di accettazione e pagamento di fatture in formato cartaceo. Si tratta di un periodo di transizione, durante il quale le pubbliche amministrazioni possono ancora accettare e pagare fatture emesse entro il termine di decorrenza dell’obbligo di cui al citato comma 209 in forma cartacea, mentre i fornitori, a partire dal suddetto termine di decorrenza dell’obbligo, non possono più emettere in forma cartacea’.

La circolare del Mef definiva i tre mesi come ‘un periodo di transizione, durante il quale le pubbliche amministrazioni possono ancora accettare e pagare fatture emesse’ e si tratta di una proroga di fatto che varrebbe anche in riferimento alla nuova scadenza del 31 marzo prossimo per le fatture emesse nei confronti della P.A. locale. Nonostante la partenza fissata domani, non tutti gli enti sembrerebbero pronte ad adeguarsi al nuovo sistemi e i problemi aumentano piuttosto che risolversi

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il