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Fattura elettronica Pubblica Amministrazione: come fare invio. Esenzioni, obbligo. Servizi, programmi e software gratis

Domani, martedì 31 marzo, al via il passaggio alla fatturazione elettronica obbligatoria anche per la Pubblica amministrazione locale: chi riguarda in particolare e nuovo sistema di invio




Domani, martedì 31 marzo, al via il passaggio alla fatturazione elettronica obbligatoria anche per la Pubblica amministrazione locale. In particolare, l’obbligo di fatturazione varrà da domani per tutte le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, enti locali, istituzioni universitarie, Istituti autonomi case popolari, Camere di commercio e loro associazioni, enti pubblici non economici, Asl, Coni, Aran; per tutti i soggetti indicati a fini statistici dall’Istat nell’elenco pubblicato annualmente entro il 30 settembre; per tutte le Amministrazioni autonome.

Il nuovo modello di fatturazione elettronica si basa su un formato elettronico strutturato XML, con possibilità di integrazioni dirette dei contenuti del documento nei sistemi del ricevente. L’invio può essere effettuato direttamente dal fornitore verso il Sistema di Interscambio (SdI), tramite un intermediario, che la modifica nel formato richiesto, deve riportare la firma digitale ed essere inviata al Sdl, e sarà poi il Sistema di interscambio ad inviare la fattura alla P.A. che dovrà identificare il codice IPA.

La fattura elettronica deve riportare Codice Paese, il codice identificativo fiscale che sarebbe il codice fiscale se il trasmittente è residente in Italia, o identificativo proprio del Paese di appartenenza nel caso di soggetto residente all’estero, e il cosiddetto progressivo univoco del file, che sarebbe una sequenza alfanumerica. Per agevolare l’entrata in vigore del nuovo obbligo, le Pmi iscritte alla Camera di Commercio possono usare gli strumenti gratuiti di Infocamere, per la conservazione, mentre l’Agenzia per l’Italia Digitale ha reso disponibili soluzioni gratuite per gli ordini dei commercialisti, geometri e ingegneri, per un numero limitato di fatture.

Anche l’Ordine dei Consulenti del Lavoro agevola i propri iscritti offrendo per sei mesi la possibilità di emettere gratuitamente fatture elettroniche. Il servizio sarà disponibile grazie ad un accordo sottoscritto con Infocert e oltre la possibilità di fatturazione elettronica permette anche la gestione delle fatture del professionista che per i clienti dello studio, e l’attivazione della pec per i clienti. Il servizio è disponibile solo per gli iscritti accedendo al portale www.consulentidellavoro.it in collegamento con InfoCert.

Da domani, dunque, 21.840 Amministrazioni pubbliche saranno interessate dal nuovo obbligo di fatturazione elettronica, ma non tutte saranno operative da subito. E' possibile, infatti, che un Comune riceva dopo il 31 marzo una fattura in formato cartaceo emessa in precedenza. Il problema interessa il pagamento delle fatture emesse in formato cartaceo prima della data di scadenza di domani di entrata in vigore delle fatture elettroniche e per cui vale quanto disposto dal Mef già lo scorso anno, vale a dire una proroga già fissata di tre mesi.

Già, infatti, la scorsa estate, quando l’obbligo di fatturazione è entrato in vigore ad eccezione delle
P.A., il Mef aveva disposto che ‘l’obbligo di emissione in forma elettronica preceda di tre mesi la corrispondente decorrenza del divieto di accettazione e pagamento di fatture in formato cartaceo. Si tratta di un periodo di transizione, durante il quale le pubbliche amministrazioni possono ancora accettare e pagare fatture in forma cartacea’.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il