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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: calcolo INPS, età media non si è alzata. Leggi poco influenti fino adesso

Come sono cambiati i requisiti pensionistici con nuove regole previdenziali Fornero e uscite dal lavoro registrate in questi ultimi anni: le novità




Età pensionabile e contributi per lasciare il lavoro sono saliti con le nuove norme previdenziali  entrate in vigore nel 2012 scatenando non poche polemiche e aprendo un dibattito, ad oggi apertissimo, sulle possibile modifiche per rendere la legge pensionistica attuale più flessibile. Ue e Ocse si dicono contrari a queste modifiche e all’abbassamento dell’età pensionabile per tutti, ritenendo che nel nostro Paese i tempi non siamo ancora maturi per procedere a tale cambiamento, e considerando che la legge Fornero è l’unica che riesce a garantire sostenibilità economica all’Italia, assicurando risparmi per 80 miliardi di euro fino al 2021.

Ma la contrarietà dell’Ocse all’abbassamento dei requisiti pensionistici attuali dipende anche dal fatto che praticamente le nuove regole previdenziali non hanno colpito poi così tanto gli italiani ritardando particolarmente le loro uscite, guardando in maniera generale i pensionamenti  e, per esempio, il 2009 e i primi due mesi del 2015 sono andati in pensione un milione e 503.450 lavoratori, di cui 745.495 con l'anzianità (o l'anticipo) e 757.955 con la vecchiaia, con un’età media  mai più alta di 62 anni e sei mesi, quindi ben lontani dal raggiungimento dei 66 anni e tre mesi imposti dalla legge Fornero. E ciò significa che nonostante le novità sembra che l’età di uscita dal lavoro non sia in realtà effettivamente cambiata.

I calcoli dell’accesso ala pensione finora sono stati effettuati dal Sole24Oe ma c’è da sottolineare che questo andamento dipende dalle diverse deroghe alla legge Fornero in vigore ma che si stanno esaurendo e che, per esempio, riguardano i lavoratori usuranti, i minatori, le categorie speciali, come i lavoratori del trasporto o delle ferrovie, dove l'età di pensionamento è di 60 anni, i marittimi, le donne che possono accedere alla pensione anticipata con la cosiddetta opzione contributivo donna.

Le uscite con le deroghe non fanno dunque apparire la reale situazione così com’è ma considerando che si tratta di meccanismi che si stanno esaurendo, ben presto si verificherà quell’effetto blocco pensionistico che in tanti stimano, visto che ci sarà un’improvvisa frenata nelle uscite dal lavoro, soprattutto calcolando che dal prossimo primo gennaio 2016 i requisiti saliranno ancora di quattro mesi, passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il