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Fattura elettronica: soluzione problemi, come fare, proroga con regime transitorio per fatturazione Pubblica Amministrazione

Debutta oggi, martedì 31 marzo, l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti i fornitori della Pubblica Amministrazione: sistema da usare, come fare e novità




Debutta oggi, martedì 31 marzo, l’obbligo di fatturazione elettronica che, per effetto di una circolare del Mef resa nota già lo scorso giugno in occasione del debutto del primo obbligo che non coinvolgeva tutti gli enti locali, è soggetto già ad una proroga di tre mesi, vale a dire un periodo transitorio in cui restano nel limbo quelle fatture cartacee già emesse prima di questo 31 marzo e in attesa di pagamento. Da oggi, intanto, sono circa 35mila gli enti coinvolti nel processo di adeguamento alla fattura elettronica, tra Comuni, Regioni, Province, ministeri, società controllate, Asl, enti di assistenza e via dicendo. Si tratta di enti che adeguandosi al nuovo obbligo dovranno dare il via all’invio delle fatture elettroniche nei confronti della pubblica amministrazione.

L’invio di tali fatture avverrà attraverso il Sistema d’interscambio che, come ha spiegato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, è stato potenziato per sostenere l’enorme flusso di dati e file che saranno immessi nei sistemi telematici a partire da oggi. Attraverso lo Sdi di collegamento tra il soggetto emittente la fattura e l’ente che la riceve, viene gestita la trasmissione delle fatture, l’accreditamento, il controllo del documento e lo storico di ogni soggetto. Per il Sistema di interscambio, ogni fattura, ovvero lotto di fatture, costituisce un file predisposto nel formato della FatturaPA.

Si stima che con la fatturazione elettronica sarà abbattuto l’80% del costo di ogni documento cartaceo , secondo l’Osservatorio del Politecnico, quando il processo di passaggio alla digitalizzazione andrà a regime porterà circa un miliardo di euro di risparmio per lo Stato e la tracciabilità delle fatture genererà maggiore controllo della spesa pubblica.

Ciascun file, o più file singoli, possono essere inclusi in un file compresso, in formato zip, cioè in un file archivio. Per essere accettato dal Sistema, il file deve essere nominato in maniera opportuna, deve essere firmato dall’emittente tramite un certificato di firma qualificata, formalità che garantisce sia l’integrità delle indicazioni presenti nella fattura sia l’autenticità dell’emittente. La firma elettronica non deve essere apposta sul file archivio ma su tutti i file FatturaPA che contiene.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il