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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: come funziona ricalcolo contributivo per chi deve andare in pensione e chi c'è già

Sistema contributivo del presidente Inps Boeri: come funziona, cosa prevede e chi toccherebbe. Le conseguenze per chi è già in pensione




Nell'attesa che la Corte Costituzionale intervenga con una nuova sentenza sulla legittimità del contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d'oro, sentenza che potrebbe essere importante anche per il futuro del ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell'Inps, Tito Boeri è tornato a rilanciare sulla necessità di ricorrere a questo sistema per rendere più equo e giusto il sistema previdenziale italiano in cui regnano solo iniquità 'pazzesche'. non è certo la prima volta che Boeri parla della necessità di procedere al ricalcolo contributivo e sin dalla sua nomina aveva spiegato che bisogna porre fine ad una situazione di squilibrio.

E ha diverse volte ribadito che “Molte persone hanno ricevuto molto di più di quello che hanno versato, allora andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su”.

L’intenzione di Boeri è sempre stata quella di introdurre un prelievo “del 20, 30% su questa differenza, quindi sul totale della pensione il contributo sarà al massimo del 10%”, ma solo per le pensioni più elevate, dai tremila euro in su e con aliquote progressive. E si torna a discutere oggi di ricalcolo contributivo in rapporto a chi già la pensione la percepisce e chi invece ancora la aspetta. L'Inps infatti starebbe valutando di applicare il sistema contributivo a tutti ma il problema, che tocca essenzialmente coloro che sono andati in pensione nel quinquennio che ha preceduto il 2013, è che la variazione media del tasso calcolata dall'Istat è risultata negativa, portando per la prima volta ad una svalutazione del valore della pensione.

L’ex commissario straordinario Treu aveva deciso di non procedere alla svalutazione per il 2013 ma con Boeri si torna a parlare della questione e se si dovesse procedere effettivamente alla svalutazione dei contributi, il problema potrebbe riguardare sia il 2013 che il 2014, con conseguenze negative per tutti gli anni che mancano alla pensione e che vedrebbero svalutato il rendimento dei contributi versati da tutti i lavoratori. Il ricalcolo contributivo toccherebbe, dunque, soprattutto coloro che calcolano la pensione ancora con sistema misto, che percepirebbe decisamente meno ogni mese, considerando che dal 2012 il calcolo del’assegno finale dipende esclusivamente dai contributi versati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il