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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, prestito, Mini Pensioni e parametri economici positivi e negativi

Il Pil sale ma meno rispetto alle attese, torna la fiducia di imprese e famiglie ma la disoccupazione torna a crescere: conseguenze su interventi riforma pensioni e novità




Risale la fiducia di imprese e famiglie, lievi segnali di ripresa si notano nei consumi e anche il Pil è tornato a crescere in Italia, anche se, come ha riportato il Centro Studi di Confindustria, la sua crescita è stata inferiore rispetto alle stime, il che non rappresenta un segnale positivo per l’applicazione di quegli interventi alla riforma pensioni Fornero che prevedono un abbassamento dell’età pensionabile. Probabilmente, in linea con quanto sostiene da sempre il ministro dell’Economia Padoan, in Italia non sono ancora maturi i tempi per procedere a tali interventi, eppure si tratta di modifiche che servirebbero, soprattutto per il rilancio dell’occupazione giovanile che, dopo essere aumentata negli scorso mesi di dicembre e gennaio, è torna a calare.

Sale, infatti, di nuovo il tasso di disoccupazione italiano: secondo gli ultimi dati diffusi oggi dall’Istat, il tasso di disoccupazione a febbraio è salito al 12,7%, mentre gli economisti prevedevano una stabilità rispetto al livello segnato a gennaio, ma rispetto a gennaio gli occupati sono diminuiti dello 0,2% (-44.000), i disoccupati sono aumentati dello 0,7% (+23.000), mentre il numero di inattivi è salito dello 0,1% (+9.000) nel confronto con gennaio.

Secondo il ministro del Lavoro Poletti, “I dati attestano una contrazione dell’occupazione dopo due mesi di crescita e confermano una valutazione che ho più volte ribadito: in coda ad una crisi le cose tendono a non essere stabilizzate ed è immaginabile che ad una fase positiva possa seguire una flessione”. Bisogna inoltre considerare lo scoglio Ue particolarmente attenta ai conti pubblici e per questo sempre contraria a quei sistemi di uscita anticipata con quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti che, però, come detto anche dal presidente Boeri, sarebbero vantaggiosi, soprattutto alla luce degli ultimi dati sulla nuova crescita della disoccupazione a febbraio.

Si tratterebbe infatti di interventi che permetterebbero da un lato di andare in pensione prima ai lavoratori più anziani che non riescono a maturare i requisiti imposti dalla legge Fornero, e dall’altro l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani, dando vita a quel ricambio generazionale che rilancerebbe lavoro, competitività e, di conseguenza, l’economia in generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il