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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità dati e segnali economici importanti positivi e negativi

Il numero delle aziende italiani e dei consumatori fiduciosi nella crescita economica è in crescita. Primi passi verso la riforma pensioni?




Di positivo nel percorso della riforma pensioni ci sono le novità che arrivano sulla ripresa della fiducia da parte di consumatori e imprese. Secondo le ultime notizie l'indice complessivo di quella delle aziende italiane è in netto miglioramento rispetto al mese scorso. Secondo i dati diffusi dall'Istat le aspettative delle famiglie sono tornate ai livelli del 2002. Di più: ammonta al 36% la percentuale di italiani convinti che la disoccupazione scenderà nei prossimi mesi. Un dato "particolarmente positivo" secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti. Questa timida ripresa sarà sufficiente per mettere mano alla riforma della previdenza italiana? Di certo ci vorrà ancora tempo.

Come sanno bene il premier Matteo Renzi e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, non è molto semplice mettere mano alla legge Fornero, fonte di ingenti risparmi in spesa previdenziale per le casse dello Stato. Solo con una robusta crescita del Paese gli spazi di manovra si allargherano e sarà possibile convincere Bruxelles della necessità sociale della riforma pensioni.

Sarà decisivo il taglio alla spesa pubblica. Come spiegato da Yoram Gutgeld, deputato del Partito Democratico, consigliere economico del premier e incaricato della spending review, si interverrà anche sull'assistenza sociale, ora frammentata tra Inps, Comuni e Aziende sanitarie locali. Alcuni godono di tre prestazioni, altri di nessuna. Alla fine a essere svantaggiati sono i veri poveri mentre se ne approfittano coloro che sanno districarsi meglio.

Si punterà ai costi e ai fabbisogni standard per razionalizzare la spesa sanitaria. Non solo ogni regione a livello aggregato, ma ogni azienda ospedaliera dovrà funzionare al pari delle migliori. Interventi anche sul personale della macchina statale. Oggi questure, prefetture e provveditorati, corpi di polizia, tutto è duplicato in ogni provincia, senza economie di scala. Bisogna accorpare. Sarà possibile spostare il personale, come si sta già facendo dalle province ai tribunali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il