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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: assegno universale seppur limitato più probabile che quota 100, contributivo

Tra sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti la proposta di assegno universale sembra la più fattibile: motivi e chi sarebbe destinato




Cancellate le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima ma solo fino al 20117, via libera al pensionamento dei quota 96 della scuola, ma solo per mille dei quattro mila interessati, possibilità di uscita anticipata finora ma solo per le donne: sono alcune delle modifiche apportate alla riforma pensioni Fornero che però non soddisfano le richieste di cambiamento che continuano ad arrivare da parte di forze politiche e sociali e che interessano esclusivamente determinate categorie di lavoratori e non tutti. L’intenzione del governo, come spesso ribadito, è quello di approvare piani di uscita anticipata e flessibile per tutti ma le novità e ultime notizie lasciando intendere che per arrivare a questo obiettivo ci vorrà ancora un bel po’.

Contrario il ministro dell’Economia Padoan a qualsiasi intervento sulla legge Fornero, contraria l’Ue all’abbassamento dell’età pensionabile in Italia, e mancherebbero poi le risorse economiche necessarie. Il quadro sembra dunque  non promettere nulla di buono ma, se per l’approvazione di meccanismi di prepensionamento come uscita a quota 100, estensione del sistema contributivo per tutti, pensione anticipata con prestito pensionistico o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o con staffetta generazionale e part time bisognerà aspettare ancora, più probabile è invece l’imminente approvazione dell’assegno universale, proposto ultimamente dal ministro del Lavoro Boeri, ma che era già comparso nelle proposte di intervento del M5S e ripresentato dal presidente dell’Inps Boeri.

Si tratta di una modifica, forse l’unica, che mette tutti d’accordo, Ue compresa, soprattutto perché è uno strumento a favore di chi si trova costretto a vivere in forti condizioni di difficoltà già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei e che potrebbe essere destinato, come aveva già detto Grillo, a chi perde il lavoro, per un importo di circa 780 euro al mese che potrebbe variare in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Boeri ha dichiarato che entro l’estate l’Inps presenterà un piano per tutelare quella fascia di persone tra i 55-65 anni che hanno perso il lavoro e sono ancora lontane dalla pensione. Secondo Boeri, “se ci si concentra su alcune fasce d’età non costa molto. Sono risorse che si possono trovare risparmiando su altri fronti. Si può fare un’armonizzazione dei sistemi con un’operazione organica, sfruttando ad esempio la legge di Stabilità, credo si possano trovare risorse importanti”. Ma se così fosse, vale a dire se l’assegno universale fosse destinato esclusivamente a determinate persone, si rischierebbe di incorrere per l’ennesima volta nel solito errore di favorire solo alcune categorie di lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il