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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, Mini pensione, contributivo realizzabili con ricalcolo contributivo

Approvare il ricalcolo contributivo proposto da Boeri per nuove risorse per sistemi di uscita anticipata per tutti e assegno universale: le novità pensioni auspicate




Applicare un ricalcolo contributivo sulle ricche pensioni d'oro, in parte calcolate ancora con vecchio sistema retributivo, per rimettere in equilibrio il sistema pensionistico italiano, stabilire equità sociale e mettere da parte nuovi risparmi che potrebbero essere reinvestiti in altri interventi sulle pensioni per il welfare: questo uno degli obiettivi del presidente dell'Inps, Tito Boeri, che ha già avviato in realtà modifiche al sistema previdenziale italiano, partendo dalla cosiddetta operazione trasparenza, con gli ultimi numeri resi noti sulle pensioni gonfiate dell'Inpdap, nonchè l'annuncio dell'arrivo, come si vocifera, della cosiddetta busta arancio già dal prossimo maggio.

Si tratta di uno strumento che permetterà ai contribuenti di conoscere il loro futuro pensionistico, e quindi quando andranno in pensione e quanto percepiranno, cosa che spaventa molti considerando che una volta effettuata la simulazione si avrà contezza della situazione decisamente negativa che ci aspetta. Ma non solo: bisogna armonizzare il sistema previdenziale e per farlo si riparte dal ricalcolo contributivo. Boeri stesso ha dichiarato che “Ci sono pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi che hanno versato durante l'intero arco della vita lavorativa, c'è un problema di equità che andrebbe affrontato”.

E lo si fa proprio con un meccanismo che punta a prelevare dai più ricchi per 'dare ai più poveri', portando, di conseguenza, alla possibilità di accumulare risorse che potrebbero infatti servire per quell'assegno universale che Boeri dice di voler innanzitutto destinare a coloro che hanno sui 55-60 anni e che hanno perso il lavoro ma non hanno nemmeno i requisiti necessari per andare in pensione. Ma non solo, perché le nuove risorse potrebbero servire in un secondo momento all’approvazione di quei sistemi di uscita anticipata come quota 100 o con prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, pensione flessibile a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, per cui servono comunque coperture.

I piani di intervento, dunque, ci sono e Boeri sta dimostrando di andare spedito per la sua strada di cambiamento pensionistico ma bisogna considerare anche che l’Ue continua ad essere contraria ad ogni intervento flessibile sulle pensioni, è attesa una nuova sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità del prelievo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro, decisione che potrebbe avere conseguenze anche sul futuro del ricalcolo contributivo, e che il neo nominato commissario alla spending review Gutgeld ha comunque detto che al momento la decisione politica è quella di non intervenire sulle pensioni, per cui bisognerà capire come effettivamente ha intenzione di muoversi il governo e quali saranno le decisioni di Boeri, se continuare da solo o allinearsi con la decisione del governo.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il