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Pensioni donne,anzianità,vecchiaia riforma Governo Renzi: novità quota 100,prestito meno probabile assegno universale pur limitato

Come riferiscono novità e ultime notizie sulla riforma pensioni, è aperto il dibattito sulla possibile introduzione dell'assegno universale.




Nell'ambito del dibattito sulla riforma pensioni Renzi, uno spazio sempre maggiore viene ricoperto dalla possibile introduzione dell'assegno universale come forma di sostegno al reddito. Si tratta di una misura che verrebbe erogata secondo ben precise condizioni ovvero un reddito familiare inferiore a una soglia ben precisa e l'obbligo di non rifiutare una proposta di lavoro oltre un certo numero di volte. Fra i sostenitori dell'assegno, seppure con sfumature differenti, ci sono il Movimento 5 Stelle e il presidente dell'Inps Tito Boeri.

Ma è proprio la definizione dei contorni della misura che rischia di creare disaccordi se non disparità di trattamento. Fra le ipotesi in campo c'è anche quella di limitarla agli over 55 senza lavoro e a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per andare in pensione.

Per quanto riguarda il ricambio generazionale fra anziani che vanno in pensione e giovani pronti a subentrare, in ambito privato, chi assume con contratti a tempo indeterminato entro il 2015 non pagherà i contributi per i primi 3 anni. A questo si aggiunge il taglio dell'Irap. Assumere stabilmente un dipendente che guadagna 22.000 euro lordi costerà circa 8.000 euro in meno in ciascuno dei primi 3 anni di assunzione. Per gli assunti da marzo (senza più l'articolo 18), ci sarà la libertà di licenziare, con costi inferiori agli sgravi acquisiti nel momento dell'assunzione. In ambito pubblico i concorsi saranno accentrati per tutta la pubblica amministrazione e le regole per il loro svolgimento saranno riviste.

Che la situazione non sia brillante dal punto di vista dei consumi è dimostrato dal via all'operazione Tfr in busta paga. Da domani i lavoratori dipendenti che hanno un'anzianità aziendale di almeno 6 mesi presso lo stesso datore di lavoro privato, potranno chiedere il versamento della liquidazione in busta con quote mensili. Se si fa la scelta per il Tfr in busta la decisione sarà irrevocabile fino a fine giugno 2018. Le imprese con meno di 50 dipendenti che dovessero registrare problemi nei flussi finanziari necessari a far fronte al maggiore esborso mensile legato alle richieste di erogazione dell'importo altrimenti destinato al trattamento di fine rapporto, potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il