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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, novità invalidità, reversibilità, baby pensioni, ricalcolo contributi

La riforma pensioni passa anche da possibili tagli agli assegni nell'ottica della revisione della spesa pubblica in Italia. Quali novità?




Il percorso intermittente della riforma pensioni Renzi è testimoniato anche dalle ultime notizie e novità sul taglio della spesa pubblica. Il governo ha deciso di mettere online i rapporti dei gruppi di lavoro del 2014 che hanno costituito la base delle proposte dell'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Nel sito dedicato dal Ministero dell'Economia alla revisione della spesa sono stati pubblicati i 19 rapporti in base ai quali Cottarelli identificò fino a un massimo di 7 miliardi di tagli possibili già nel 2014.

Un capitolo è dedicato anche alla previdenza: i titolari di pensione erogata dagli enti previdenziali (o in generale da organi la cui attività è sostenuta da finanziamenti a carico del bilancio statale) che si trovano a svolgere incarichi di governo o in sedi istituzionali devono riversare allo Stato l'importo della pensione. Non solo, ma erano stati previsti anche tagli e revisioni per gli assegni di reversibilità e di invalidità e per le doppie pensioni.

Si resta ora in attesa del piano di Yoram Gutgeld, consigliere economico del premier Matteo Renzi, deputato del Partito Democratico e nuovo commissario straordinario della spending review. Le indicazioni che arrivano sono contrastanti. In precedenza aveva lanciato aperture rispetto alla revisione di parte della legge Fornero, più di recente ha spiegato come non c'è l'intenzione del governo di mettere mano sulle pensioni.

Non passano poi inosservati i dati del Ministero dell'Economia, secondo cui gli introiti che spettano al pensionato medio italiano sono pari a 16.280 euro. La somma totale delle pensioni supera il 30% del monte dei redditi dichiarati all'Irpef. Ammonta invece allo 0,07% la quota dei contribuenti italiani che nel 2014 (sul 2013) hanno dichiarato un reddito superiore ai 300.000 euro. E ancora, è di 17.650 euro il reddito medio annuale dichiarato dagli imprenditori (categoria che comprende i datori di lavoro e gli autonomi senza dipendenti).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il