Alitalia: Zonin ci sta, pronta una cordata di imprenditori del nord-est?

Alitalia perde in borsa qualche decimo di punto percentuale in una giornata fiacca per piazza Affari nonostante l’ultima dichiarazione d’interesse della Popolare di Vicenza



Alitalia perde in borsa qualche decimo di punto percentuale in una giornata fiacca per piazza Affari nonostante l’ultima dichiarazione d’interesse della Popolare di Vicenza. Gianni Zonin, presidente della Popolare veneta ha infatti rilasciato un’intervista alla stampa in cui si dichiara disponibile all’affare. Ovviamente anche in questo caso si tratta di organizzare una cordata e il pensiero corre subito a alle voci su una cordata del Nord Est che non avevano trovato poi conferma. Alpi Eagles ha smentito il proprio interesse e Myair – sono queste due le compagnie aeree venete low cost nate negli ultimi anni – non ha commentato.

La fine del mese intanto si avvicina ed è probabile che qualcun altro si faccia vivo prima del 29. Di certo quello di Zonin è un segnale positivo, così come quello di De Benedetti pervenuto lo scorso venerdì. Rimane invece improbabile un intervento della Save, l’attivissima società che gestisce l’aeroporto di Venezia. Il resto sono ancora voci, tranne quella che riguarda lo sciopero ad oltranza dei sindacati che partirà dal prossimo 19 e porterà il problema delle trattative a ridosso della presentazione delle offerte.

Difficile criticare chi rischia il posto di lavoro e non ha ottenuto garanzie precise dal Governo, tuttavia di scioperi Alitalia ne già fatti tanti (anche di licenziamenti a dire il vero) e finora hanno contribuito quasi solamente ad aggravare la situazione. Intanto grandi istituti finanziari anche esteri si muovono e, comunque vada, non c’è che da incrociare le dita e sperare che il nuovo management che seguirà alla vendita della compagnia abbia il coraggio e le idee utili al rilancio della compagnia.

Sicuramente la spesa minima di due miliardi di euro e la probabile successiva ricapitalizzazione della società (a meno che il nuovo padrone non porti una dote consistente in termini di flotta aerea) saranno un buon pungolo. Di ricette però a questo punto se ne sono sentite tante e anche gli esperti del settore concordano nel ritenere che la debolezza di un management in scadenza rimane uno dei problemi più gravi della compagnia.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il