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Pensioni precoci, donne, usuranti riforma Governo Renzi: novità quota 100, prestito, mini pensione grazie contributivo ricalcolo

Sul tavolo della riforma pensioni ci sono anche il calcolo della pensione per tutti con il contributivo e l'applicazione di quota 100.




Fra le ipotesi più insistenti sulla riforma pensioni Renzi c'è il ricalcolo degli assegni con il metodo contributivo. E non solo perché c'è la novità dell'appoggio della misura da parte del presidente dell'Inps Tito Boeri. Ma anche per le ultime notizie sui conti pubblici in Italia che non sono affatto positive. Con l'applicazione del contributivo si raggiungerebbero in un sol colpo più risultati: maggiore equità sociale, un più elevato grado di flessibilità per via della possibilità di uscita anticipata dal lavoro, il turn over generazionale fra giovani e anziani.

L'Inps ha poi intenzione di concedere l'opportunità di accedere a un programma di simulazione degli assegni previdenziali. Ci sarà un preciso ordine di accesso al sistema. Nel 2015 sarà il turno di dipendenti dei privati, autonomi, iscritti alla gestione separata (circa 18 milioni di lavoratori). Dal primo maggio saranno inclusi i giovani (under 40), nei mesi successivi i 40-50enni ed entro la fine anno i 50-65enni. Dal 2016, infine, i dipendenti pubblici e iscritti alle gestioni speciali presso l'Inps. Ognuno potrà valutare quali sono le implicazioni per la propria vita e quali effetti sulla pensione potrebbe avere la scelta di una diversa data di ritiro dal lavoro o di cambiare la propria retribuzione e i contributi.

Stando ai dati attuali, il 43% degli italiani percepisce una pensione inferiore ai 1.000 euro, ma per 2,2milioni è al di sotto dei 500 euro. Intanto, dall'analisi delle dichiarazioni Irpef 2013 elaborata e resa pubblica dal Ministero dell'Economia, emerge che la media dei redditi dichiarati ammonta a 20.070 euro. L'82% dei redditi resi noti è da pensioni o lavoro dipendente e mentre i pensionati dichiarano 16.280 euro all'anno e i dipendenti 20.600, gli imprenditori - loro datori di lavoro - si fermano a 17.650 euro di media. Un'anomalia davvero tutta italiana: gli assunti dichiarano di percepire di più dei loro rispettivi capi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il