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Pensioni, riforma scuola, bollo auto epoca, storiche, Anticipo TFR, quota 96, amnistia, indulto: novità martedì Governo Renzi

Le novità del governo Renzi ad oggi lunedì 7 Aprile tra questione previdenziale ancora aperta, riforma della scuola in dirittura d’arrivo, ed emergenza carceraria ancora da risolvere: le ultime notizie




Da pensioni e riforma della scuola, a questione carceraria, sono ancora tante le discussioni in cui è impegnato il governo Renzi, chiamato nelle prossime settimane e nei prossimi mesi a dare risposte concrete. Vediamo cosa sta cambiando, ultime notizie, ultimissime news e novità riforma pensioni e non solo dal Governo Renzi

Pensioni e quota 96: Si è tenuto la scorsa settimana, a sorpresa, un incontro tra premier Renzi e presidente dell’Inps Boeri: al centro della discussione la riforma pensioni. Sono, infatti, ben chiare ormai le intenzioni di Boeri di voler cambiare sistema pensionistico, per renderlo più equo e sostenibile, e riforma pensioni, per renderla più flessibile. E ha già annunciato che entro giugno presenterà una proposta organica che dovrebbe contenere una forma di tutela per coloro che hanno 55-60 anni e perdono il lavoro, non avendo però ancora maturato i requisiti necessari per accedere alla pensione. Dovrebbe essere questa l’impostazione del nuovo assegno universale, unica novità che sembra mettere tutti d’accordo, Ue compresa, anche se, se fosse confermato così., sarebbe limitato solo a certe fasce di persone. Solo dopo l’estate, probabile con la prossima Manovra Finanziaria, si potrà pensare a interventi flessibili e di uscita anticipata anche se le prime notizie sul Def, annunciato dal ministro dell’Economia Padoan entro il 10 aprile, non fanno alcun riferimento alle pensioni. Nessuna  novità nemmeno sulla questione dei quota 96 della scuola, evidentemente destinati a rimanere ancora a lavoro, nonostante i 4mila lavoratori della scuola interessati abbiano già maturato i loro requisiti pensionistici. Tutto ancora fermo dunque.

Riforma della Scuola: Il disegno di legge sulla Buona Scuola è arrivato in Parlamento: il documento, è stato presentato dai Ministri Giannini, Madia, Padoan e denominato ‘Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti’ e si inizierà a votare nei prossimi giorni. Secondo l’Anief, il sindacato della Scuola, la prima modifica dovrebbe riguardare il piano di assunzioni e “se rimarrà così come licenziato dal Governo, infatti, saranno tantissimi, decine di migliaia, i docenti abilitati, da anni impegnati con continuità nell’insegnamento su posti vacanti, ad essere prima non assunti e presto anche espulsi dalla scuola, perché l’articolo 12 del ddl parla chiaro, non potranno più andare dietro la cattedra i docenti precari che hanno lavorato più di 36 mesi”. E il presidente Pacifico ha infatti commentato: “Ancora una volta si fa scontare al personale precario la mancata organizzazione da parte dell’amministrazione scolastica e del Governo”.

Isee: ancora problemi per Caf e banche per la compilazione e il reperimento delle informazioni che devono essere riportate del nuovo modello Isee 205 utilizzato da nuclei familiari in difficoltà che vogliono prestazioni agevolate socio-sanitarie e assistenziali. Sono infatti diversi i dati in più richiesti rispetto all’anno scorso, mentre le banche stanno incontrando problemi nel comunicare a tutti i contribuenti che richiedono l’Isee non più il saldo finale al 31 dicembre ma la giacenza media annua. Bisogna inoltre considerare che da quest’anno  ben sei i tipi di Isee esistenti, ognuno dedicato ad un tipo di prestazione. Il calcolo Isee serve per chiedere, per esempio, il bonus Inps per anziani e disabili che permette ai dipendenti e ai pensionati pubblici delle gestioni ex Inpdap ed ex Enam, di avere, per se stessi o per i propri coniugi e familiari di primo grado, un assegno per le spese di assistenza e di cura di un anziano o di un disabile non autosufficiente. Per richiederlo bisogna presentare una specifica domanda sul sito dell’Inps o presso il Comune di residenza e insieme alla domanda, la cui presentazione scade oggi 31 marzo, deve essere presentata la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) collegata all’Isee Sociosanitario del nucleo familiare dove è presente il beneficiario.

Bollo auto storiche: Le auto d’epoca tra i 20 e i 29 anni devono pagare il bollo: questo quanto deciso dal Ministero dell'Economia che ha posto fine alla questione che per messi ha creato confusione tra amanti delle vecchie auto, associazioni, regioni e governo, a causa della novità contenuta nella Legge di Stabilità che ha cancellato l’esenzione del bollo per le auto storiche 20ennali, lasciandola solo per le auto con più di 30 anni, ma diverse Regioni hanno deciso autonomamente di mantenere l’esenzione per le auto 20ennali. Il Mef ha però confermato che le auto storiche di età compresa tra i 20 e i 29 anni dovranno pagare l’imposta, spiegando che poichè si tratta di un tributo regionale derivato vale sempre la legge statale e non quelle regionali.

Anticipo Tfr: Il regolamento per richiedere il Tfr in busta paga è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Dpcm. Si può chiedere da questo mese di aprile e possono accedere al trattamento lavoratori con rapporto in essere di almeno sei mesi. La domanda per l’accesso al Tfr in busta paga, che comporterà qualche decina di euro in più al mese, sarà valida fino al 30 giugno 2018, e una volta effettuato l’accesso a questa novità non si potrà tornare indietro. Esclusi dalla possibilità di chiedere il Tfr in busta paga, i lavoratori del settore agricolo, i dipendenti domestici e di quei settori in cui i contratti collettivi prevedano la ricezione del Tfr regolare.

Indulto e amnistia: Ancora fermi in Commissione Giustizia i ddl sulle misure di indulto e amnistia, intanto giovedì, nel giorno delle celebrazioni del Giovedì Santo di Papa Francesco con i detenuti di Rebibbia, sono stati diffuse nuove notizie allarmanti sui suicidi in carcere. Proprio a Rebibbia un detenuto 42enne si è tolto la vita impiccandosi con una corda. La notizia del decesso, il primo nelle carceri del Lazio nel 2015, è stata diffusa dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Si tratta dell’ennesimo gesto di disperazione che rende evidente un altro dato, quello di un’emergenza sovraffollamento che ancora persiste rendendo quasi ingestibili i controlli nelle strutture penitenziarie italiane e condizionando in negativo la vita dei detenuti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il