BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie interventi Padoan, Poletti, Gnecchi, Salvini, Boeri, Gutgeld

Nuove dichiarazioni da diverse forze politiche su possibili modifiche da attuare alla riforma pensioni Fornero e quando: proposte e ostacoli




Il ministro dell’Economia Padoan ha annunciato per la prossima settimana la presentazione del nuovo Def, Documento di economia e finanza, che anticipa e prevede gli eventuali interventi che saranno contenuti nella nuova Manovra Finanziaria e che lo stesso Padoan ha annunciato che sarà più espansivo possibile ma in modo selettivo e che si concentrerà a su sostegno all’occupazione e agli investimenti. Nessun intervento al momento previsto per le pensioni.

In attesa del nuovo Def, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato un nuovo tavolo con i sindacati ed è convinto di andare avanti su modifiche alla riforma pensioni Fornero che possano garantire una pensione anticipata per tutti, nonostante gli ostacoli esistenti, primo fra tutti quello della contrarietà dell'Ue. Poletti, tuttavia, punta su  un meccanismo di flessibilità soprattutto per persone che si ritrovano in situazioni sociali difficili, per esempio coloro che sono avanti con l’età e hanno perso il lavoro ma non hanno raggiunto i requisiti necessari per andare in pensione. E mentre si parla di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, il governo frena su una nuova possibile salvaguardia per gli esodati. Serve piuttosto la definizione di una soluzione strutturale che chiuda una volta per tutte questa partita, annuncio che Poletti aveva già fatto lo scorso anno e per cui si è ancora in attesa.

Ancora contro le norme della riforma pensioni Fornero Matteo Salvini, leader della Lega che, dopo la bocciatura della Consulta al referendum per abolire la riforma Fornero, ha avanzato una nuova proposta per riformare il nostro sistema pensionistico. L’ipotesi prevede che i datori di lavoro versino un’aliquota fissa per ciascun lavoratore, pari al 10% a prescindere dal suo stipendio, e che il resto vada direttamente in busta paga. La fascia di reddito servirà soltanto a stabilire l’ammontare della pensione, distribuita in tre scaglioni fissi da 1.000, 800 e 500 euro al mese per 14 mensilità.

Intanto, nell’ampio dibattito pensionistico, tra nuove proposte e annunci, sono arrivate anche le parole di Gutgeld consigliere economico di Renzi, nuovo commissario alla spending review, che ha affermato come la questione pensioni al momento non sarà presa in considerazione dalla politica, pur ammettendo che sono in via di definizione piani di tagli, che interesserebbero pensioni di invalidità e di guerra, pensioni di reversibilità, cumulo e ricche pensioni integrative, anticipando la proposta organica che il presidente dell’Inps Boeri ha annunciato per l’estate e che dovrebbe contenere anche l’assegno universale.
 
Sulla flessibilità in uscita, Gutgeld ha chiarito che potrebbe essere fattibile anticipando, come proposto già da Boeri, pensioni inferiori. Il principio è che “Se io pensiono anticipatamente un lavoratore con un trattamento inferiore a quello che gli spetterebbe, sto solo anticipando una spesa che recupererò dopo, con un rimborso a rate, non sto aumentando la spesa”. Resta tuttavia da superare l’ostacolo Ue, particolarmente attenta ai conti pubblici. E secondo Boeri l’Ue potrebbe essere convinta se si dimostrasse effettivamente che piani di uscita anticipata e flessibili porterebbero vantaggi in termini di risparmi ma anche occupazionali. Intanto, ha annunciato, come sopra anticipato, che entro l’estate sarà una proposta destinata ad fascia di persone tra i 55-65 anni che hanno perso il lavoro ma sono lontane dal raggiungimento della pensione.

Secondo Boeri, infatti, “se ci si concentra su alcune fasce d’età non costa molto. Sono risorse che si possono trovare risparmiando su altri fronti. Ci può fare un’armonizzazione dei sistemi, ci sono grandi asimmetrie, con un’operazione organica, sfruttando ad esempio la legge di Stabilità, credo si possano trovare risorse importanti. La strada di far andare prima in pensione persone che accettano pensioni più basse è da sperimentare ma credo si possa fare anche se potrebbero esserci dei problemi con l’Europa”. Altra novità annunciata, l’arrivo dal prossimo mese di maggio della cosiddetta busta arancione, che permetterà a tutti i lavoratori di conoscere il loro futuro pensionistico, quando cioè potranno andare in pensione e quanto percepirebbero.  

Altra novità pensioni riguarda la proposta di Maria Luisa Gnecchi del Pd che punta sulla proroga dell’opzione contributivo donna fino al 2018 e di ripristinare la gradualità nell’aumento dell’età pensionabile per le donne. Secondo il meccanismo proposto, l’età per andare in pensione dovrebbe essere di 63 anni fino al 30 giugno 2016, 64 anni dal primo luglio 2016 al 31 dicembre 2017 e 65 anni dal primo gennaio 2018. Chiede, inoltre, di abolire la legge Fornero che prevede la pensione a 70 anni qualora l’importo non superi di una volta e mezza l’assegno sociale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il