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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: elementi peggiorativi di Renzi sono definiti seppur positivi in dubbio e lacunosi

Gli interventi negativi pensionistici annunciati dal premier Renzi e conseguenze: quali sono e quali modifiche potrebbero portare alla riforma pensioni Fornero




Dopo ‘essersi battuto’ per Jobs Act e riforma del Lavoro, riforma della Scuola e riforma Costituzionale, il premier Renzi continua a tacere su quella che è diventata ormai la questione principale in discussione al governo, la cui riforma è particolarmente attesa dai cittadini stessi, stiamo parlando della riforma pensioni.

Da un anno ormai si susseguono ipotesi, annunci e promesse di modifica della riforma pensioni Fornero, annunci che la scorsa estate erano arrivati dallo stesso Renzi che dichiarava di voler estendere anche ai pensionati il bonus di 80 euro e di voler intervenire su baby pensioni, pensioni di invalidità e reversibilità, cumulo e ricche pensioni integrative. Ma ad un anno di distanza nulla di quanto annunciato in tal senso è stato concretamente approvato. Stesso discorso per i piani di uscita anticipata e flessibile per tutti.

Il piano di tagli annunciato da Renzi era stato messo a punto dal suo consigliere economico Gutgeld, diventato oggi commissario per la spending review, ed è condiviso anche dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che vede in questi interventi la possibilità di raggiungere quell’obiettivo di maggiore equità e giustizia per il nostro sistema pensionistico, governato da ‘pazzesche iniquità’. Si tratta, tra l’altro’, di tagli che servirebbero ad accumulare nuove risorse tali da poter dare vita ad ulteriori interventi pensionistici, tanto per l’istituzione dell’assegno universale, quanto per sostenere una maggiore flessibilità in uscita.

A questi, si aggiungerebbe l’intenzione di applicazione del prelievo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro, anche questa proposta avanzata dal premier Renzi lo scorso anno, ma su cui sembra aver fatto dietrofront, e del ricalcolo contributivo di Boeri. Si tratta di capire se questi interventi pensati per risolvere le ingiustizie sociali, ristabilire equilibrio del sistema pensionistico, servano per una reale redistribuzione elle risorse e quindi per aumentare gli assegni pensionistici e permettere piani di prepensionamento, o si tratta di tagli volti esclusivamente a mettere da parte nuovi risparmi.

Secondo quanto si intende dalle dichiarazioni dello stesso Renzi, si tratterebbe di interventi negativi che dovrebbero sostenere interventi positivi, che darebbero la possibilità di recuperare quelle risorse economiche necessarie per l’approvazione di misure a sostegno di chi chiede pensioni più alte e di poter andare in pensione prima.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il