BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi per questa settimana

Come potrebbero cambiare le modifiche alla riforma pensioni Fornero dopo presentazione del nuovo Def la prossima settima: le novità e ultime notizie




Sarà presentato il prossimo 10 aprile il nuovo Def, Documento di Economia e Finanzia, che riporta gli interventi economici in programma nel nostro Paese. Il ministro dell'Economia Padoan ha spiegato che l'Italia utilizzerà i vincoli di bilancio europei nel modo “più espansivo possibile”, annunciando una manovra espansiva che due fonti governative indicano in oltre 3 miliardi in valore assoluto. Al momento, tuttavia, non si fa alcun riferimento alle pensioni, certo è che prevedere una ripresa, soprattutto occupazionele, come molti sostengono, bisognerebbe rendere le pensioni attuali più flessibili.

A sostegno di una ripresa, gli ultimi dati sull’andamento del Pil che, nonostante le previsioni stimassero più alto, è comunque leggermente salito, la ripresa della fiducia da parte di imprese e famiglie, la nuova operazione di Qe attuata dalla Bce.

Si tratta di un quadro economico di miglioramento seppur qualche giorno fa è arrivata una doccia gelata sull’occupazione italiana, visto che dopo i miglioramenti di dicembre e gennaio, la disoccupazione è tornata a salire nel mese di febbraio, nonostante le nuove norme contenute nel Jobs Act. Segnali, dunque, contrastanti che rendono difficili gli interventi sulla riforma pensioni, soprattutto in termini di flessibilità per l’approvazione di piani di uscita anticipata come quota 100, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico, pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni.  

Eppure si tratterebbe di meccanismi che, come dimostrano le novità e ultime notizie, servirebbero ad incrementare l’occupazione, soprattutto giovanile, e soprattutto alla luce degli ultimi dati. Permettendo, infatti, ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, si creerebbero nuove possibilità lavorato rive per i più giovani. Nel frattempo, però, continuano ad essere organizzate iniziative popolari che, sulla scia di quanto già proposto dal referendum abrogativo della Lega, chiedono la cancellazione totale della riforma pensioni Fornero.

La Federazione Confsal Unsa ha, infatti, avviato una raccolta di firme per chiedere ancora una volta di cancellare la legge Fornero, che “rappresenta una vera e propria vergogna nazionale”, mentre in Campania è una raccolta firme per una proposta di legge organizzata dalla Cisl che prevede l'erogazione di un bonus da 1000 euro annui per lavoratori e pensionati, insieme all’istituzione di un Nuovo Assegno Familiare (NAF) per le famiglie in difficoltà e una rimodulazione della tassazione sugli immobili con un’esenzione totale per la prima casa.

Si attendono poi due nuove sentenze della Corte Costituzionale, che dovrebbero arrivare tra qualche settimana, sulla legittimità del contributo di solidarietà sulle pensioni più alte e sul blocco delle perequazioni pensionistiche superiori tre volte il minimo Inps. Si tratta di due sentenze importanti che potrebbero avere importanti conseguenze, anche sul ricalcolo contributivo proposto da Boeri. Se, infatti, il contributo di solidarietà sulle ricche pensioni d’oro viene considerato illegittimo, difficilmente il ricalcolo contributivo di Boeri, che agirebbe nello stesso modo colpendo i trattamenti pensionistici più alti, potrebbe essere approvata. E mentre la discussione sul piano di flessibilità pensionistica, riapprodato in Parlamento la scora settimana, è stata rimandata a data da destinarsi, si attende la ripresa della discussione in Aula della riforma della P.A., ed eventuali piani di prepensionamento per gli statali, anche se al momento sembra alquanto difficile che vengano approvati.

Altra novità importante che potrebbe cambiare le cose e l’andamento su eventuali interventi sulla riforma pensioni Fornero potrebbe essere il mini rimpasto di governo probabilmente alle porte e il premier Renzi potrebbe fare scelte tattiche, esattamente come già accaduto con le nomine di Tito Boeri nuovo presidente dell’Inps e Yoram Gutgeld, già suo consigliere economico, come nuovo commissario per la spending review. Entrambe, infatti, sembrano condividere il programma di modifiche alle pensioni, partendo da tagli e revisioni su baby pensioni, pensioni di guerra, invalidità e reversibilità, puntando l’attenzione soprattutto sulla possibilità di istituire l’assegno universale, che al momento sembra la modifica più fattibile, approvata anche dall’Ue, non fosse altro che si tratta di una forma di sostegno sociale che esiste già in quasi tutti i Paesi europei.

Il problema è che se si dovesse seguire la proposta di Boeri, vale a dire approvarlo per coloro che hanno sui 55-60 anni, che perdono il lavoro ma non hanno maturato ancora i requisiti necessari per andare in pensione, allora si incorrerebbe nell’errore compiuto spesso finora, vale a dire definire salvaguardie solo per determinate fasce di persone, il che non sarebbe possibile, soprattutto nell’ottica di equità e giustizia professata dallo stesso Boeri.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il