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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, dichiarazioni Gnecchi, Padoan, Boeri, Salvini, Poletti, Gutgeld

Si è chiusa un’altra settimana particolarmente interessante per quanto riguarda il dibattito sulla riforma pensioni Fornero: le ultime notizie




Si è chiusa un’altra settimana particolarmente interessante per quanto riguarda il dibattito sulla riforma pensioni Fornero e le eventuali modifiche da apportarvi. Mentre si susseguono annunci e convocazioni di nuovi incontri, anche con i sindacati, il leader della Lega Salvini, dopo il no della Consulta alla proposta di referendum per cancellare la riforma pensioni Fornero, ha presentato una nuova proposta per modificare il sistema pensionistico italiano.

La novità prevede che i datori di lavoro versino un’aliquota fissa del 10% a prescindere dallo stipendio ad ogni lavoratore e che il resto finisca in busta paga. Qualche giorno fa, poi, il ministro dell’Economia ha annunciato che entro il 10 aprile sarà presentato in Parlamento il nuovo Def, Documento di economia e finanza, che dovrebbe essere il più espansivo possibile ma in modo selettivo, concentrandosi, in particolare, su occupazione e investimenti.

Il nuovo Def, comunque, come spiegato da Padoan, rispetterà i vincoli, soprattutto dopo la comunicazione dall’Ue Ue sulla flessibilità, e nuovi margini offerti dalla clausola sugli investimenti. E’ nuovamente intervenuta nel dibattito pensionistico anche la deputata del Pd Gnecchi che, oltre a spingere sulla proroga dell’opzione donna fino al 2018, propone anche Gnecchi una gradualità nell’aumento dell’età pensionabile per le donne, per cui l’età dovrebbe essere di 63 anni fino al 30 giugno 2016, 64 anni dal 1 luglio 2016 al 31 dicembre 2017 e 65 anni dal 1 gennaio 2018.

Apre a possibili modifiche flessibili anche il consigliere economico di Renzi Gutgeld, diventato anche commissario per la spending review, che ha appoggiato fondamentalmente la nuova proposta del presidente dell’Inps, Tito boeri, di concedere uscite anticipate a fronte di assegni pensionistici inferiori. E per Gutgeld di tratta di una possibilità fattibile, visto che “Se io pensiono anticipatamente un lavoratore con un trattamento inferiore a quello che gli spetterebbe, sto solo anticipando una spesa che recupererò dopo, con un rimborso a rate, non sto aumentando la spesa”. Maggiore flessibilità pensionistica possibile anche per il ministro del Lavoro Poletti che punta però a definire un sistema di prepensionamento per coloro che, prossimi alla pensione, perdono il lavoro, rimanendo senza stipendio ma anche senza pensione perché non in possesso ancora dei requisiti necessari per l’uscita.

Si tratterebbe di una forma di sostegno per chi si ritrova in particolare difficoltà e potrebbe dar vita ad un nuovo fenomeno sociale, decisamente da scongiurare, visti che restano ancora da chiudere definitivamente caso esodati e dei quota 96 della scuola. Potrebbe riprendere questo intervento la proposta organica annunciata da Boeri per la prossima estate, proposta che dovrebbe contenere una tutela per quella fascia di persone tra i 55-65 anni che hanno perso il lavoro e sono ancora lontane dalla pensione”, precisando che se “ci si concentra su alcune fasce d’età non costa molto. Sono risorse che si possono trovare risparmiando su altri fronti. Ci può fare un’armonizzazione dei sistemi, ci sono grandi asimmetrie, con un’operazione organica, sfruttando ad esempio la legge di Stabilità, credo si possano trovare risorse importanti. La strada di far andare prima in pensione persone che accettano pensioni più basse è da sperimentare ma credo si possa fare anche se potrebbero esserci dei problemi con l’Europa”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il