BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità, donne, vecchiaia Governo Renzi riforma con le novità di questa settimana

La prossima settimana si attende la presentazione del nuovo Def: primi annunci da ministro Padoan e possibili conseguenze per interventi riforma pensioni. Le novità




La prossima settimana si attende la presentazione del nuovo Def, Documento di Economia e Finanzia, annunciato dal ministro dell'Economia Padoan, che ha parlato di una ripresa iniziata e di misure espansive che saranno contenute nel nuovo Documento di programmazione economica, ma nessun riferimento alle pensioni al momento.

Padoan ha precisato che “Saremo il più espansivi possibili ma in modo selettivo a sostegno di occupazione e degli investimenti a livello locale”. La ripresa di cui parla il ministro è, fondamentalmente, confermata anche dalla nuova fiducia che si registra per imprese e famiglie, dalla nuova crescita del Pil, seppur inferiore alle stime, dagli effetti del nuovo Qe della Bce, che ha avuto conseguenze positive su andamento di spread e mercati.

Di contro, i dati Istat degli ultimi giorni sull’andamento dell’occupazione italiana non sono certo positivi, visto che, dopo una ripresa di dicembre e gennaio, a febbraio è torna a crescere la disoccupazione, e questo andamento potrebbe convincere ad approvare piani di uscita anticipata e flessibile, come pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o incentivi se si decide di rimanere a lavoro più a lungo, uscita con quota 100, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico, che favorirebbero non solo la possibilità di andare in pensione prima ma di liberare anche nuovi posti di lavoro in cui potrebbero essere impiegati nuovi giovani.

E questo sistema contribuirebbe al rilancio dell’occupazione e, di conseguenza, dell’economia in generale. E mentre la discussione su piani di maggiore flessibilità per la riforma pensioni Fornero continua ad essere più vivace che mai, arrivano nuove iniziative popolari che mirano, come voleva il referendum della Lega bocciato dalla Corte Costituzionale, a cancellare la legge Fornero per ripristinare le vecchie norme pensionistiche, come la proposta della Federazione Confsal Unsa che ha dato il via ad una raccolta di firme per chiedere ancora una volta l’eliminazione della legge Fornero. E accanto a queste novità, per questo mese di aprile sono attese anche due nuove sentenze della Consulta su legittimità del prelievo di solidarietà sulle pensioni più alte e sul blocco delle perequazioni pensionistiche superiori tre volte il minimo Inps.

Due sentenze che potrebbero avere importanti conseguenze,sia perché richiederebbero un notevole impiego di soldi, cosa che preoccupa innanzitutto perché il governo ha sempre dichiarato di non avere le risorse economiche necessari per interventi pensionistici, e poi perché potrebbero avere influenze anche sull’approvazione del ricalcolo contributivo avanzato dal presidente dell’Inps Boeri, perché se il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro viene considerato illegittimo, anche il ricalcolo contributivo lo sarebbe e difficilmente verrebbe approvato.

Intanto, è stata rimandata a data da destinarsi la discussione in Parlamento del piano flessibile sulle pensioni, la cui prima discussione di qualche giorno fa è durata pochissimo; si attendono eventuali novità prepensionamenti dalla riforma della P.A., anche se sembra difficile vengano approvati; e la speranza è che la collaborazione tra nuovo presidente delle’Inps Boeri e nuovo commissario per la spending review Gutgeld, d’accordo sui piani di intervento pensionistico che dovrebbero partire da revisioni di baby pensioni, pensioni di reversibilità, di guerra e invalidità, possa portare ad effettive modifiche, anche se al momento quella più fattibile, su cui sarebbe d’accordo anche l’Ue, è quello dell’assegno universale che, però, come proposto da Boeri, dovrebbe valere solo per coloro di 55-60 anni che, prossimi alla pensione ma non  avendo ancora maturato i requisiti necessari, perdono il lavoro e rischiano di ritrovarsi in gravi difficoltà, portando, come aveva detto il ministro del Lavoro Poletti, a creare un nuovo caso sociale.

Si tratta dell’unico intervento che mette tutti d’accordo, perché l’Ue , così come l’Ocse, è contraria a qualsiasi altro intervento sulla riforma pensioni Fornero, ritenendo che essendo l’unica legge capace, come più volte spiegato dal ministro dell’Economia Padoan, di garantire sostenibilità economica all’Italia, debba essere lasciata ancora così com’è, e non approva l’abbassamento dell’età pensionabile per tutti. Il motivo è che, in virtù di alcune deroghe alla legge Fornero, l’età media di uscita dal lavoro, da quanto è entrata in vigore la nuova legge, si è mantenuta sui 62 anni, ben lontana dunque dai 66 anni e tre mesi attualmente richiesti.

Ma, come detto, si tratta di deroghe che stanno per esaurirsi e ciò significa che tra un po’, improvvisamente, l’età pensionistica balzerà a 66 anni per tutti, e dal primo gennaio 2016 salirà ulteriormente di quattro mesi, passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, scatto che si ripeterà ancora nel 2019, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita Istat.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il