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Pensioni vecchiaia,donne,anzianità riforma Governo Renzi: quota 100,contributivo in dubbio seppur modifiche negative già delineate

Piani di flessibilità in uscita per modificare la riforma pensioni Fornero attraverso tagli e interventi negativi: ma saranno davvero approvati? Ultime notizie e previsioni




Nuovi piani di flessibilità in uscita per modificare la riforma pensioni Fornero potrebbero essere contenuti nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre, almeno secondo quanto lasciato intendere dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ma il loro cammino verso la reale approvazione sembra ancora molto lungo e non c’è certezza che siano effettivamente approvati, come del resto già accaduto l’anno scorso. Lo stesso ministro Poletti aveva annunciato la scorsa estate possibili interventi flessibili per le pensioni nella scorsa Manovra ma poi tutto si è concluso con un nulla di fatto.

E la situazione potrebbe ripetersi, considerando che prima di approvare piani di prepensionamento per tutti bisogna superare diversi ostacoli, dall’Ue che continua ad essere contraria a modifiche sulla riforma pensioni italiana, alla mancanza di risorse, ad interventi primari in tema previdenziale che sarebbero al vaglio del presidente Inps Boeri e del nuovo commissario della spending review Gutgeld.

Sono, infatti, già ben delineati interventi negativi che prevedono tagli a ricche pensioni integrative, baby pensioni e cumuli e revisioni di pensioni di invalidità, di guerra e reversibilità, interventi, del resto, già annunciato l’anno scorso dal premier Renzi, e che sono sempre più chiari e necessari e oggi. Ciò che è importante capire è se questi piani servano effettivamente a mettere da parte nuove risorse economiche da reimpiegare in piani di uscita anticipata per tutti, con prestito pensionistico, quota 100, sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale, per l’istituzione dell’assegno universale, che Boeri ha detto di voler presentare già entro l’estate, e per l’aumento delle pensioni minime, o si tratti di tagli volti esclusivamente a risparmiare.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso governo, si tratta di interventi che servono effettivamente per riuscire a mettere in atto altre modifiche pensionistiche, tuttavia molto dipenderà dall’andamento dell’economia in generale, soprattutto in riferimenti ai piani di uscita flessibile. Solo se il Pil continuerà a crescere e la ripresa economica si assesterà su livelli ottimali e costanti, allora si potrà permettere un abbassamento dell’età pensionabile per tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il