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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, assegno, mini pensione in riunione Renzi e Boeri

Diverse le novità e ultime notizie sulla riforma pensioni, la più importante l'incontro che, a sorpresa, si è tenuto martedì scorso tra il presidente dell'Inps Boeri e il premier Renzi: temi in discussione




Sono diverse, e importanti, le novità e ultime notizie che riguardano riforma pensioni e questione previdenziale, la più importante delle quali riguarda l'incontro che, a sorpresa, si è tenuto martedì scorso tra il presidente dell'Inps Boeri e il premier Renzi, incontro in cui si è chiaramente discusso di pensioni e che mette chiaramente in evidenza come, nonostante il suo silenzio esplicito sulla questione, Renzi sia intenzionato a intervenire sulla questione. Del resto, lo aveva già dimostrato, non solo con la nomina di Boeri, ma anche con quella, di questi ultimi giorni, di Gutgeld, suo consigliere economico, nuovo commissario per la spending review.

Gli obiettivi pensionistici dei due sono ben condivisi e lo sono anche con quelli del premier Renzi, che già l'anno scorso aveva parlato di piani di tagli da applicare tra revisione di baby pensioni, pensioni di guerra, integrative, di reversibilità e di invalidità, che sarebbero serviti per recuperare quelle risorse economiche necessarie per mettere in atto altri interventi pensionistici nonché per rendere più equo il sistema previdenziale, stesso obiettivo che si propone di raggiungere lo stesso Renzi.

E se il premier aveva annunciato l’intenzione di applicare un prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro, su cui poi però ha taciuto, ecco che Boeri ripropone il ricalcolo contributivo, da applicare su quelle pensioni più elevate risultato, in parte, del vecchio calcolo retributivo.

Ed è probabile che al centro dell’incontro tra Renzi e Boeri ci siano stati proprio questi temi. E forse la flessibilità in uscita sempre più necessaria per ‘ammorbidire’ quei requisiti pensionistici Fornero destinati ad aumentare ancora dal primo gennaio 2016.

Ma mentre sembra che tutti condividano l’idea di approvare l’assegno universale, su cui si dice d’accordo anche l’Ue, decisamente in dubbio i piani di uscita anticipata su cui serve ancora un compromesso tra diverse forze politiche: se, infatti, il ministro del Lavoro Poletti spinge ancora sul prestito pensionistico, Cesare Damiano rilancia su uscita anticipata a 62 anni con35 di contributi e penalizzazioni o sull’uscita a quota 100, difficile che venga approvato il sistema contributivo per tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il