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Riforma province e decreto enti locali: esuberi, licenziamenti, mobilità Governo Renzi. Novità e ultime notizie questa settimana

Sono tante le novità che coinvolgono il personale nel percorso di riforma della pubblica amministrazione in Italia. Le ultime notizie.




Le attenzioni sono concentrate sul decreto enti locali ovvero sul quel provvedimento governativo che dovrebbe contenere rilevanti misure fiscali per Province e Comuni, fra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova, L'Aquila, Potenza, Catanzaro, Napoli, Trieste, Ancona, Campobasso, Bari, Cagliari, Palermo, Trento, Perugia, Aosta, Venezia. Le attenzioni sono concentrate anche sulla riforma della pubblica amministrazione e sulle misure sul personale in esubero. Sono 20.000 i dipendenti delle Province che devono essere riassorbiti dopo l'approvazione della legge Delrio che cancella questi enti locali. Le norme, infatti, prevedono l'abolizione degli enti intermedi e l'istituzione delle città metropolitane. Le competenze e il personale saranno assorbiti dalle Regioni.

A tal proposito, il ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha consegnato ai sindacati le tabelle di equiparazione per dare il via alle procedure di mobilità. Ed è già subito scontro con i i sindacati che considerano le proposte irricevibili perché terrebbero conto solo de gli stipendi tabellari e non del salario accessorio che serve a sostenere la produttività.

Secondo Rossana Dettori (Cgil), Giovanni Faverin (Cisl), Giovanni Torluccio e Benedetto Attili (Uil), "tabelle di equiparazione, inquadramento e salario accessorio sono materie contrattuali e non è accettabile la logica del prendere o lasciare". E ancora: "non c'è niente su profili, competenze e qualifiche. Niente sulle indennità specifiche che caratterizzano le 580 professioni del pubblico. L'unica cosa certa è che si rischia di innescare il contenzioso giuridico".

Adesso in Italia c'è una prefettura per Provincia. Non sarà più così: si va verso un taglio netto che potrebbe portare anche a un loro dimezzamento, di certo quel che ne rimarrà andrà a finire nell'Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra amministrazione periferica e cittadini, in cui confluiranno tutte le diramazioni della Pubblica amministrazione centrale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il