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Pensioni anzianità, donne,vecchiaia riforma Governo Renzi: novità ufficiali intraprese finora sono base per modifiche peggiorative

Dopo i primi interventi già attuati per iniziare a cambiare il sistema pensionistico italiano, i nuovi piani Inps e di Boeri per modificare previdenza e riforma pensioni: cosa prevedono




Dopo aver stabilito il blocco del Tfr maturato durante la Cassa Integrazione  per 42 piloti che continuavano a lavorare per altre compagnie, percependo lauti stipendi elevati; aver firmato una nuova convenzione con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e Confindustria per elaborazione e comunicazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali sui luoghi di lavoro; e aver dato il via alla cosiddetta operazione trasparenza con le prime ‘verità’ sugli assegni Inpdap gonfiati, il presidente dell’Inps Boeri non ha certo intenzione di fermarsi. Tutt’altro, questi interventi sono solo i primi di un lungo percorso di cambiamento che interesserà il sistema pensionistico italiano e che riguarderà anche modifiche alla riforma pensioni Fornero.

Innanzitutto, Boeri ha già annunciato che entro giugno sarà presentata, in accordo con il ministro del Lavoro Poletti, una proposta organica con una forma di tutela per tutte quelle persone che hanno un’età di 55-60 che perdono il lavoro ma non possono ancora accedere alla pensione perché non hanno maturati i requisiti necessari. Si tratterebbe di dare vita, finalmente, a quell’assegno universale di cui si è tanto parlato, anche se circoscritto esclusivamente ad una determinata fascia di persone, il che potrebbe sembrare discriminante.

Ma Boeri stesso ha spiegato che pensando, almeno in una fase iniziale, solo ad “alcune fasce d’età non costa molto. Sono risorse che si possono trovare risparmiando su altri fronti. Ci può fare un’armonizzazione dei sistema con un’operazione organica”, magari nella prossima Manovra Finanziaria, la stessa che, come si vocifera, potrebbe contenere i primi interventi di flessibilità per le pensioni e, in merito a questo, il presidente dell’Inps, ha aperto alla possibilità di uscite anticipate ma solo per coloro che accettano pensioni più basse. Tutto sta, però, a riuscire a convincere l’Ue che attuare prepensionamenti potrebbe portare vantaggi, sia per i risparmi e sia per un rilancio dell’occupazione.

Intanto, dal primo maggio prenderà il via la cosiddetta busta arancione, un documento che permetterà a tutti i lavoratori di effettuare simulazioni sul loro futuro pensionistico e di sapere quando potranno andare in pensione e quanto percepiranno mensilmente. Si tratta di una novità che inizialmente sarà destinata ai più giovani, ai lavoratori del Fondo lavoratori dipendenti privati, lavoratori autonomi e della gestione separata con meno di 40 anni perché sono coloro che non sanno perfettamente come funziona il sistema pensionistico, per poi allargarsi a comprendere lavoratori dai 40 ai 50 anni e poi da 50 a 65 anni, fino ad arrivare a 18 milioni di persone entro la fine dell’anno.

Altra novità nei piani di Boeri riguarda il controllo sui versamenti dei contributi, partendo dai ‘falsi’ contributi versati, fino ad arrivare a far capire ai lavoratori che i contributi non rappresentano una tassa da versare ma un risparmio che finisce in un salvadanaio di cui godranno una volta in pensione. Si tratta, dunque, di soldi che verranno restituiti. Senza dimenticare il piano di ricalcolo contributivo che, Boeri ha precisato, interesserebbe solo la differenza fra le pensioni virtuali, calcolate con il sistema contributivo, e quelle attualmente percepite con calcolo retributivo.

Possibile anche una svalutazione dei contributi del 2013 e, quindi, degli assegni finali. L’Inps, infatti, pensa alla possibilità di applicare la norma della riforma del 1995 che definisce il tasso di capitalizzazione per la rivalutazione dei contributi in base all’andamento del Pil nei 5 anni precedenti e il problema nasce nel momento in cui nei 5 anni che hanno preceduto il 2013 la variazione media del tasso calcolata dall’Istat è risultata negativa, portando quindi ad una svalutazione del valore degli assegni, piuttosto che ad una loro rivalutazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il