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Pensioni uomini, anzianità, donne Governo Renzi: riforma, novità non positive al momento quota 100, contributivo, part time

Il nuovo Def non contiene al momento indicazioni di eventuali interventi sulla riforma pensioni nella prossima Manovra, ma non è escluso vengano inseriti




AGGIORNAMENTO: Le novità e ultime notizie sulla riforma pensioni e DEF, ovvero la base della prossima manovra finanziaria, non sono positive in modo particolare per quota 100, contributivo, part time, staffetta, Mini pensione o prestito ovvero tutte quelle proposte (tante!) annunciate per una riforma pensioni che rendesse l'uscita più flessibile dal mondo del lavoro. Tutti i dettagli, le news e ultimissime notizie in questo articolo.

Il ministro dell’Economia Padoan ha annunciato che entro il prossimo 10 aprile sarà presentato il nuovo Def, documento di economia e finanza, che preannuncia possibili misure che saranno contenute nella prossima Manovra Finanziaria. Padoan ha spiegato che “L'intenzione del governo è di avvalersi della nuova flessibilità Ue nel modo più efficiente possibile in una prospettiva di medio termine, essendo espansivo ma in modo selettivo”, con misure volte al sostegno dell'occupazione, degli investimenti ma sempre nel rispetto dei vincoli. Padoan ha inoltre detto: “Leggo i dati come un rafforzamento della ripresa, sia in termini di rafforzamento dell'economia che della fiducia. Mi aspetto dati via via più positivi”.

Eppure gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile, che dopo i lievi miglioramenti di dicembre e gennaio, è tornata a salire nel mese di marzo, nonostante le nuove norme del Jobs Act. E questo è il motivo per cui nonostante non si faccia alcun riferimento ad interventi sulla riforma pensioni, non è escluso che vengano comunque previsti nella prossima Manovra. E si dovrebbe trattare di interventi volti a garantire maggiore flessibilità per tutti, tra pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, uscita a quota 100, prestito pensionistico o sistema contributivo per tutti, meccanismi che permetterebbero non solo di andare in pensione prima a chi non riuscisse a raggiungere i rigidi requisiti imposti dalla legge Fornero, ma anche di rilanciare l’occupazione.

Permettendo, infatti, ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto alla soglia anagrafica fissata dalla legge Fornero, sempre a fronte di penalizzazioni, si libererebbero nuovi posti di lavoro in cui impiegare nuovi giovani, puntando così a rilanciare occupazione, ed economia in generale. Ed è proprio questo uno dei vantaggi che il presidente dell’Inps Boeri vorrebbe che l’Ue capisse per aprire ad una maggiore flessibilità pensionistica.

Al momento, comunque, l’unico intervento che sembra essere appoggiato da tutti è quello dell’istituzione dell’assegno universale, per cui è d’accordo anche l’Ue, considerando che si tratta di una forma di sostegno sociale che già in esiste in quasi tutti gli altri Paesei europei. Nelle intenzioni di Boeri, che prevede di presentare una proposta organica entro giugno, però, dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno 55-60 anni, perdono il lavoro però non hanno ancora maturato i requisiti necessari per andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il