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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma da esecutivo INPS sostenuta più concreti e veloci che politici

Il mondo politico continua ad essere ancora impegnato nella discussione sulla questione previdenziale ma già primi provvedimenti dall’Inps: quali sono, cosa prevedono e per chi




Il mondo politico continua ad essere ancora impegnato nella discussione sulla questione previdenziale e modifiche necessarie per rendere più flessibile la riforma pensioni Fornero, mentre il mondo dell’Inps procede spedito verso i primi cambiamenti concreti, soprattutto dopo l’incontro a sorpresa che si è tenuto tra il presidente Boeri e il premier Renzi.

I cambiamenti per le pensioni devono del resto partire da un nuovo equilibrio del sistema previdenziale italiano e, nonostante i conti in rosso dell'Inps, per quest’anno sono previsti miglioramenti, come ha previsto Civ, Il Comitato vigilanza, e questo potrebbe essere un dato interessante in vista dell’approvazione di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti.

A sostenere le novità dell’Istituto, anche in termini di maggiore flessibilità, il nuovo direttore generale dell’Istituto, Antonello Crudo, particolarmente vicino all’ex numero uno Inps Mastrapasqua, ma anche Galloni membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps, che ha innanzitutto sottolineato la necessità di intervenire con aumenti sugli stipendi perché, ha spiegato, che i redditi bassi si tradurranno nelle pensioni povere di domani.

Galloni sostiene anche la nuova proposta alla riforma pensioni Fornero, appoggiata anche da Salvini della Lega, che prevede la possibilità per tutti di uscita dal lavoro con 35 anni di contributi e una pensione fissa di 800 euro, che arriverebbe a mille con 40 anni di contributi, per 14 mensilità indipendentemente dall’età anagrafica.

A questa posizioni che fanno capire come tutti i dirigenti Inps siano d’accordo con piani di cambiamento per le pensioni, si affiancano i primi interventi concreti attuati dal presidente Boeri, a partire dal blocco del Tfr che 42 piloti hanno maturato durante la Cassa Integrazione continuando, però, a percepire contemporaneamente l’indennità e stipendi regolari, per giunta elevati, compresi tra i 13 e i 15mila euro; per arrivare alla nuova convenzione firmata con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, per l’elaborazione e la comunicazione sulla rappresentanza delle organizzazioni sindacali sui luoghi di lavoro; alla partenza dell’operazione trasparenza con i primi dati resi noti sugli assegni Inpdap decisamente gonfiati; all’introduzione del reddito minimo per chi perde lavoro e ha un’età di 55-60 anni e non ha ancora maturato i requisiti pensionistici, ormai quasi certo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il