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Pensioni, riforma Pubblica amministrazione, contratti bancari e commercio, quota 9t, indulto, amnistia: novità mercoledì Renzi

Mentre il testo sulla riforma della P.A. ha ricevuto il primo via libera in Commissione Affari, nulla si muove ancora sulle misure di indulto e amnistia: novità e ultime notizie




Mentre il testo sulla riforma della P.A. ha ricevuto il primo via libera in Commissione Affari, nulla si muove ancora sulle misure di indulto e amnistia. Intanto, in settimana si è tenuto un incontro a sorpresa tra premier Renzi presidente dell’Inps Boeri sulla questione pensioni. Le ultime novità del governo Renzi.

Pensioni e Quota 96: Il ministro dell’Istruzione Giannini sembra aver messo un punto, almeno per il momento, alla questione dei quota 96 della scuola. O meglio, ha deluso le aspettative di quanti attendevano una soluzione definitiva entro l’anno. A quanto pare, però, questa soluzione non arriverà, perché, esattamente come aveva già detto qualche tempo fa il ministro Madia, i quota 96 della scuola non rappresentano una priorità per il governo. Eppure si tratta di 4mila persone che hanno già maturato i requisiti per andare in pensione ben tre anni fa ma che a causa di un errore di formulazione della riforma pensioni Fornero sono ancora costretti a lavorare. Si tratterebbe solo di applicare una correzione che però ‘costerebbe’ troppo. E lo stesso problema di mancanza di risorse economiche è ciò che sta facendo rimandare ogni intervento di flessibilità sulle pensioni. Mentre il presidente dell’Inps Boeri ha avviato cambiamenti del sistema pensionistico, e incontrato a sorpresa, in settimana, il premier Renzi, il mondo della politica si interroga ancora su quale possa essere l’intervento migliore per cambiare le pensioni. Ma l’Ue si oppone a qualsiasi cambiamento in merito e al momento pare che l’unico intervento condiviso sia quello dell’assegno universale, quasi certo. Entro giugno Boeri ha infatti annunciato una proposta organica che dovrebbe contenere una forma di tutela per chi ha 55-60 anni e perde il lavoro ma non ha raggiunto ancora i requisiti necessari per accedere alla pensione.

Riforma Pubblica Amministrazione: I dirigenti pubblici potranno essere licenziati dallo Stato e dovranno sostenere un concorso per l'abilitazione al ruolo; previsti nuovi tetti sulle retribuzioni; e via anche i segretari comunali anche se solo dopo un periodo transitorio di tre anni: queste le novità più importanti dopo il via libera della Commissione Affari sul testo della legge delega di Riforma della Pubblica Amministrazione. Si potrà accedere alla dirigenza pubblica in due modi: per corso-concorso o per concorso pubblico. Nel primo caso si entrerà nell'amministrazione come funzionari, poi dopo quattro anni e dopo un esame, si potrà diventare dirigenti. Chi invece entrerà per concorso sarà assunto a tempo determinato. Dopo tre anni potrà sostenere un esame per essere stabilizzato. Per quanto riguarda la retribuzione, la riforma prevede la definizione di una soglia retributiva che è ferma sui 240 mila euro, ma i  decreti attuativi della delega dovranno indicare nuovi tetti, presumibilmente più. La riforma prevede poi l’accorpamento dei corpi nazionali ella Polizia che dovrebbero passare da cinque a quattro (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria).

Contratti commercio e bancari ufficiali: Via libera si nuovi contratti del terziario e per i bancari. E’ arrivato infatti il nuovo accordo tra Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs–Uil per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi che decorre da domani. L’accordo, che durerà fino al 31 dicembre 2017, prevede un aumento a regime di 85 euro e novità come il contratto a tempo determinato per il sostegno all’occupazione e una reale semplificazione nella flessibilità della distribuzione dell’orario. Per quanto riguarda il settore bancario, è stato firmato un nuovo accordo fra Abi e sindacati sul rinnovo del contratto nazionale degli oltre 309mila lavoratori bancari, con scadenza al 31 dicembre 2018. L’accordo prevede un aumento medio a regime di 85euro in 3 anni e nuove soluzioni per l'occupazione.

Indulto e amnistia: Nessuna novità ancora sull’iter in Commissione Giustizia della discussione sulle misure di indulto e amnistia che secondo tanti servirebbero per porre fine alla situazione di emergenza carceraria che continua ad esistere, costringendo i detenuti delle strutture penitenziarie italiane a condizioni di vita drammatiche. E la dimostrazione deriva non solo dall’ancora elevato numero di carcerati ma anche da nuovi dati allarmanti sui suicidi in carcere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il