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Pensioni donne,anzianità,uomini riforma Governo Renzi spinta da dirigenti INPS con proposte, interventi fattibili più che politica

I partiti politici sono ancora in cerca di una soluzione condivisa per modificare la riforma pensioni Fornero mentre l’Inps continua per la sua strada: i primi cambiamenti




I partiti politici sono ancora in cerca di una soluzione condivisa da tutti per quanto riguarda le novità flessibili necessarie per modificare la riforma pensioni Fornero. Molte ancora le divergenze sui diversi piani di uscita anticipata anche se, prima di arrivare ad una loro eventuale approvazione, bisogna ancora superare diversi problemi, dalla contrarietà dell’Ue alla mancanza di risorse economiche e mentre si continua a discutere in tal senso, l’Inps ha intrapreso il suo cammino di cambiamento pensionistico, appoggiato da tutti i dirigenti dell’Istituto, e partendo dalle previsioni positive del Civ, Comitato di vigilanza, secondo cui, nonostante l’Istituto registri conti decisamente in rosso, si prevedono netti miglioramenti per il 2015.

Intanto il nuovo direttore generale dell’Istituto, Antonello Crudo, vicino all’ex numero uno Inps Mastrapasqua, sostiene la necessità di una maggiore flessibilità per il nostro sistema pensionistico, così come Galloni, membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps, ribadisce l’urgenza di interventi, a partire dalla necessità di aumentare gli stipendi.

Secondo Galloni, infatti, i redditi bassi di oggi si trasformeranno nelle pensioni povere di domani, e appoggia anche la proposta, presentata da Siri e ribadita da Salvini della Lega, che prevede la possibilità di uscita dal lavoro per tutti con 35 anni di contributi e una pensione fissa di 800 euro per 14 mensilità indipendentemente dall’età anagrafica, erogando così a tutti lo stesso trattamento mensile.

Accanto a questa nuova proposta, i primi interventi concreti messi in atto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha innanzitutto detto basta  al Tfr per 42 piloti, maturato durante la Cassa Integrazione mentre però continuavano a lavorare per altre compagnie, percependo stipendi elevati e, contemporaneamente anche l’indennità; ha poi firmato con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e il direttore generale di Confindustria Panucci un convenzione per definire le norme di elaborazione e comunicazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali sui luoghi di lavoro; ha dato il via all’operazione trasparenza rendendo noti i dati sugli assegni Inpdap che appoaiono decisamente più elevati di quanto dovrebbero essere; e punta all’introduzione del reddito minimo per chi perde lavoro e ha un’età di 55-60 anni e non può ancora andare in pensione ufficialmente, proposta che sarà presentata quasi certamente entro l’estate.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il