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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: riunione a sorpresa Boeri e Renzi interventi e quota 100, Mini pensioni

La settimana scorsa, a sorpresa, si è tenuto un incontro tra il presidente del Consiglio Renzi e il presidente dell’Inps, Tito Boeri: modifiche alla riforma pensioni al centro della discussione?




La settimana scorsa, a sorpresa, si è tenuto un incontro tra il presidente del Consiglio Renzi e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e al centro della discussione, sicuramente la questione previdenziale, tra la necessità di nuovi tagli, revisioni della riforma pensioni Fornero, simulazioni annunciate già dal presidente dell’Inps, e sistema flessibile migliore da approvare per modificare i requisiti pensionistici senza però toccare i conti pubblici.

Del resto, Boeri ha parlato di apertura ad una maggiore flessibilità in uscita ma solo se il lavoratore che decide di lasciare il lavoro prima accetta di percepire una pensione ridotta. Per quanto riguarda gli altri interventi di cui si è probabilmente discusso, di certo quelle revisioni di pensioni di guerra, invalidità, reversibilità e baby pensioni, già annunciate dal premier Renzi l’anno scorso, su cui Boeri si dice d’accordo in un’ottima di migliore redistribuzione delle risorse e di equità.

Ma l'intervento che va per la maggiore e sembra mettere tutti d’accordo dovrebbe essere quello dell’assegno universale, nonostante nelle intenzioni di Boeri così come del ministro del Lavoro Poletti, sia circoscritto solo a determinate fasce di lavoratori, che in età avanzata perdono il lavoro ma non hanno ancora maturato i requisiti pensionistici necessari. Si tratta di un provvedimento che mette tutti d’accordo, compresa l’Ue, perché esiste già, in realtà, in altri Paesi europei, per cui è giusto che anche l’Italia si adegui a questa forma di sostegno.

E se questo provvedimento sembra già sicuro, tutti gli altri sono decisamente in dubbio, soprattutto perché su di essi sono divise le stesse forze politiche: se, infatti, Cesare Damiano rilancia su uscita anticipata a 62 anni con35 di contributi e penalizzazioni o sull’uscita a quota 100, particolarmente sostenuta dai sindacati e da parte del Pd, il ministro del Lavoro Poletti continua a puntare sul prestito pensionistico. Prima di una eventuale approvazione, sarà dunque necessario capire quale sia il sistema migliore da adottare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il