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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi riforma: novità e cosa si possono essere detti in incontro a sorpresa Renzi e Boeri

Primo incontro pensioni tra premier Renzi e presidente dell’Inps Boeri: quali i piani e i prossimi interventi allo studio? Le ultime notizie




Si è tenuto martedì scorso, a sorpresa, un incontro tra il premier Renzi e il presidente dell’Inps Boeri, incontro decisamente importante per il futuro della riforma pensioni e che precede altri importanti incontri sul tema pensionistico, incontri che si terranno tra il ministro del Lavoro Poletti e Boeri stesso e tra Poletti e Boeri con i sindacati, sempre alla ricerca di interventi sulle pensioni capaci di soddisfare le richieste di tutti pervenute in questi mesi.

Questo incontro ha un importante significato perché, nonostante Renzi continui a tacere sulle pensioni, rappresenta bene la sua intenzione di intervenire sulla questione previdenziale. Intenzione sostenuta anche dalla nomina del suo consigliere economico Gutgeld nuovo commissario per la spending review.

E’ stato lui, del resto, a proporre a Renzi il suo piano di interventi e tagli annunciato già l’anno scorso e che riguarda baby pensioni, pensioni di reversibilità e invalidità e pensioni integrative e cumulo, stessi interventi condivisi dal presidente Boeri, cui si aggiunge quello di ricalcolo contributivo che, però, altro non riprenderebbe che l’ipotesi di prelievo contributivo proposto ancora una volta da Renzi stesso, ma su cui ha poi fatto marcia indietro.

Il presidente dell'Inps Boeri ha annunciato, in particolare, una serie di novità pensionistiche già a partire da maggio, con il via alla busta arancione per permettere a tutti i lavoratori di conoscere il loro futuro pensionistico, per arrivare a quell’assegno universale che, d’accordo con il ministro del Lavoro Poletti, dovrebbe interessare una fascia di persone di 55-60 che perdono il lavoro ma non hanno ancora raggiunto i requisiti necessari per andare in pensione. Ma senza dimenticare il ricalcolo contributivo perché “ci sono persone che prendono pensioni molto alte non proporzionali ai contributi versati. I titolari di questi trattamenti potrebbero aiutare a combattere la povertà attraverso piccole decurtazioni sui propri assegni”.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il