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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie Aprile: situazione del mese e scenari tra i già attesi e sorprese non previste

Anche il mese di marzo si è concluso con un nulla di fatto sulle modifiche alla riforma pensioni Fornero ma prossimi appuntamenti forse decisivi: la situazione e novità




Lo scorso mese di dicembre si vociferava che nei primi mesi del 2015 sarebbe tornata in discussione la questione previdenziale con eventuali proposte di modifica da valutare per cambiare la riforma pensioni Fornero e renderla più flessibile. E così è stato: nel corso di questi primi tre mesi dell’anno si è discusso di uscita anticipata e flessibile per tutti e piani di tagli per recuperare nuove risorse economiche da reimpiegare poi per ulteriori interventi pensionistici. Ma anche il mese di marzo si è chiuso con un nulla di fatto, nonostante le discussioni ed anche le nuove proposte arrivate.

Tra le novità e ultime notizie, infatti, la nuova proposta di Sel, arrivata qualche settimana fa, che prevede il raggiungimento dei requisiti pensionistici in base ad età anagrafica e contributi versati a seconda della tipologia di lavoro che si svolge, il che porterebbe alla creazione di nuove tabelle per ciascun lavoro e definirebbe i requisiti pensionistici in base alla tipologia di lavoro svolto, considerando che, come precisato, ogni lavoro si distingue per impegno e difficoltà di mansioni da svolgere ed è giusto che un operaio, per esempio, possa andare in pensione prima di un manager; e la novità proposta dal leader di Partito Italia Nuova Siri, appoggiato da Salvini e dall’Inps stesso, che prevede la possibilità di pensionamento per tutti con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che salirebbero a mille se si raggiungono invece i 40 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica.

Si tratta di una proposta che sosterebbe i giovani che devono calcolare la propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo e che alla fine della loro vita lavorativa potrebbero percepire assegni decisamente bassi. Ma insieme a nuove proposte, che vanno ad aggiungersi a quei sistemi di maggiore flessibilità di cui si discute ormai da un anno, vale a dire uscita anticipata con quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, sistema contributivo per tutti, pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, staffetta generazionale o part time, sono arrivate anche nuove iniziative che, dopo il referendum abrogativo della Lega, puntano ancora alla cancellazione totale della riforma pensioni Fornero.

Per tornare, infatti, alle vecchie regole pensionistiche, la Federazione Confsal Unsa ha avviato una raccolta di firme proprio per chiedere di cancellare la legge pensionistica attuale, che “rappresenta una vera e propria vergogna nazionale”, come ha dichiarato il segretario generale della Federazione Confsal Unsa battaglia, mentre in Campania la Cisl ha avviato una raccolta firme per una proposta di legge che prevede l'erogazione di un bonus da 1000 euro annui per lavoratori e pensionati, insieme ad una rimodulazione della tassazione sugli immobili con un’esenzione totale per la prima casa, e all’istituzione di un Nuovo Assegno Familiare (NAF) per famiglie che vivono in condizioni di evidente difficoltà economica.

Nell’attesa di capire quale sarà il futuro di queste novità e a cosa porteranno, il governo continua a discutere di interventi pensionistici, che, come ha lasciato intendere il ministro del Lavoro, potrebbero essere compresi nella prossima Manovra Finanziaria ma solo se il quadro economico sarà di costante miglioramento. Solo se il Pil continuerà a crescere, infatti, si potrà pensare di intervenire realmente e di riuscire a convincere l’Ue che interventi di prepensionamento potrebbero essere anche vantaggiosi, sia in termini di risparmi che di rilancio dell’occupazione giovanile.

La discussione sul piano di flessibilità pensionistica, tornano in Parlamento qualche settimana fa, è stata rimandata a data da destinarsi, si attende la ripresa della discussione in Aula della riforma della P.A., ed eventuali piani di prepensionamento per gli statali, che se approvati dovrebbero essere estesi anche ai privati, anche se al momento sembra alquanto difficile che accada. Eppure i primi cambiamenti sembrano siano già stati avviati dal presidente dell’Inps Boeri.

La sua nomina, insieme a quella Yoram Gutgeld che ha preso il posto di Carlo Cottarelli, rappresenta una ‘strategia’ del premier Renzi che, seppur taccia sulla questione pensioni, ha evidentemente intenzione di procedere a novità e modifiche. Boeri e Gutgeld condividono il programma di modifiche alle pensioni, dai tagli per baby pensioni, pensioni di guerra, invalidità e reversibilità, che potrebbero poi portare all’approvazioni di piani flessibili; all’assegno universale, che al momento sembra la modifica più fattibile, approvata anche dall’Ue.

Ma la proposta di Boeri punta innanzitutto ad approvarlo per coloro che hanno sui 55-60 anni, che perdono il lavoro ma non hanno maturato ancora i requisiti necessari per andare in pensione. Questa novità potrebbe arrivare entro l’estate. Intanto, occhi puntati su nuova riforma delle Province e decreto Enti locali, sulla nuova riforma della P.A. e sulle misure ufficiali che saranno contenute nel nuovo Def, Documento di Economia e Finanza, da cui si potranno capire alcune cose, nonostante dalle prime dichiarazioni del ministro dell’Economia Padoan non si faccia accenno alle pensioni nel nuovo Documento.

Ci si aspetta, tuttavia, un altro mese dove si spera che proseguano le audizioni in Commissione e in Parlamento e soprattutto di capire meglio quello che premier Renzi e presidente dell’Inps Boeri vogliono realmente fare, nonché le possibilità per realizzare i piani allo studio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il