BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma province, decreto enti locali, riforma PA: esuberi, pensioni, mobilità. Rimangono problemi pur con alcune soluzioni

In via di definizione le novità del decreto enti Locali e della riforma della Pubblica Amministrazione da domani 8 aprile di nuovo in Aula: cosa si prevede




Sono in via di definizione le novità e ultime notizie della Riforma della Pubblica Amministrazione Renzi, Madia 2015 e del decreto enti locali. Dopo il primo rinvio di definizione per quest’ultimo a causa del ritardo delle Province nello stilare le liste dei dipendenti in esubero da collocare in mobilità o prepensionare, è arrivata oggi la bozza del decreto sulla mobilità dei dipendenti pubblici, con le relative tabelle di equiparazione che dovrebbero permettere di inquadrare il lavoratore nella nuova amministrazione con una retribuzione che sia simile a quella di provenienza.

La bozza del decreto, per cui è atteso il via libera dalla Conferenza unificata e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è fondamentale per il passaggio dei lavoratori in esubero a causa dello svuotamento delle province nelle altre amministrazioni dello stato e le tabelle di equiparazione servono per definire l'inquadramento di provenienza del dipendente e quello della sua possibile destinazione. Attraverso queste tabelle, ad esempio, un lavoratore in un comparto della pubblica amministrazione potrà essere trasferito, volontariamente o d'ufficio, presso un'altra amministrazione pubblica in cui si registri una carenza d'organico, con il medesimo livello retributivo.

Prima che il lavoratore venga trasferito, il deve essere valutato il profilo professionale del lavoratore in mobilità, la carriera, le competenze, la storia retributiva e quindi il suo inquadramento, considerandone ‘specifiche ed eventuali abilitazioni del profilo professionale di provenienza e di destinazione’. I dipendenti trasferiti devono inoltre mantenere lo stesso trattamento retributivo.

Intanto domani, mercoledì 8 aprile, riprende il Aula l'esame del ddl delega della riforma della Pubblica Amministrazione ma tra le novità che hanno ricevuto già il via libera dalla Commissione Affari Costituzionali quelle riguardanti i segretari comunali e la loro abolizione ma solo al termine di un periodo transitorio. L'abolizione dei segretari comunali e provinciali scatterà, infatti, di fatto solo fra tre anni anche se formalmente i 3.669 dirigenti in questione confluiranno subito nel nuovo ruolo unico degli enti locali.

Per il momento, dunque, i segretari, il cui Albo viene cancellato, continueranno a svolgere le loro funzioni per le amministrazioni di appartenenza. Tra le altre novità, si prevede che i Comuni Capoluogo di Provincia e i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, in assenza di specifiche professionalità interne all'Ente, potranno reclutare il dirigente apicale anche al di fuori del ruolo unico, ‘purché in possesso di adeguati requisiti culturali e professionali’; licenziamenti possibili anche per i dirigenti, che per diventarlo dovranno sostenere concorsi e il cui operato sarà costantemente valutato; e l’accorpamento dei Corpi di Polizia.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il