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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, vantaggi unici a singole categorie concedono nuove leggi rinnovate

Mentre si parla ormai da tempo di leggi universali e piani di uscita anticipata e flessibile per tutti continuano ad arrivare provvedimenti e proposte solo per pochi: le ultime novità




Mentre si parla ormai da tempo di leggi universali, della necessità di rendere più flessibile per tutti il sistema previdenziale attuale, e mentre si cercano di definire tagli e meccanismi capace di rendere il sistema pensionistico equo per tutti, continuano ad arrivare novità volte ad agevolare singoli categorie e gruppi di lavoratori. Per gli autoferrotranvieri resta, per esempio, il regime agevolato per andare in pensione e i requisiti per la pensione di vecchiaia anticipata passeranno dal 2016 a 61 anni e 7 mesi per gli uomini e a 60 anni e 7 mesi per le donne. Secondo quanto previsto, dunque, il personale del settore può andare in pensione ‘al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio’.

Prima del recente regolamento di armonizzazione, l’età per la pensione di vecchiaia di questi lavoratori era fissata a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne considerando la finestra mobile, ora, invece, il requisito anagrafico si riduce di 5 anni rispetto a quello previsto e vengono meno anche le finestre. Ciò significa che nel 2015, come detto, questi lavoratori potranno andare in pensione con 61 anni e 3 mesi di età e le donne con 58 anni e 9 mesi di età con 20 anni di contributi. E il regime avrà decorrenza dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi.

Dal 2016, poi, questi requisiti, per effetto dell'adeguamento all’aspettativa di vita Istat, passeranno però 61 anni e 7 mesi per gli uomini e a 60 anni e 7 mesi per le lavoratrici, e dal 2018 i requisiti saranno parificati. Il M5S ha, invece, presentato un nuovo disegno di legge per ripristinare i requisiti pensionistici agevolati per gli impiegati della polizia locale. In particolare, il ddl mira a ripristinare i privilegi cancellati dalla riforma pensioni Fornero e attualmente riconosciuti esclusivamente nei confronti del comparto pubblica sicurezza di cui la Polizia Locale non fa parte, come dipendenza dell'infermità da causa di servizio, rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, equo indennizzo e pensione privilegiata.

Senza dimenticare poi i piani di prepensionamento che alcune Regioni e Province hanno già adottato per il loro personale in esubero, il decreto enti locali, e l’assegno universale che però, come spiegato da Boeri, dovrebbe riguardare una determinata fascia di persone, vale a dire persone di 55-60 che perdono il lavoro ma sono ancora giovani per andare in pensione, a cui dunque manca tempo per raggiungere i requisiti pensionistici necessari.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il