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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità conferme vantaggi singole categorie con leggi rinovate

Rendere più equo e flessibile per tutti il sistema previdenziale ma ultimi interventi riforma pensioni riguardano ancora solo determinate fasce di persone: quali sono e cosa prevedono




L’intenzione del governo Renzi è, come dichiarato e ribadito più volte, rendere più flessibili per tutti i requisiti della riforma pensioni Fornero che ha inasprito i vecchi, alzando età e contributi per uomini e donne ed estendendo a tutti il calcolo finale esclusivamente con sistema contributivo. Eppure finora, nonostante tanti annunci e proposte di modifiche, decisamente validi e capaci anche di portare risparmi alle casse dello Stato, nessuna di quelle presentate è stata ancora approvata e le novità e ultime notizie in merito non sono certo positive, considerando che il percorso per una loro approvazione sembra piuttosto lungo e complesso.

Nell’attesa di una risposta ufficiale per la proroga dell’opzione contributivo donna, di una soluzione definitiva per i quota 96, di una soluzione strutturale per gli esodati, nonostante si parli da tempo di leggi universali, continuano ad arrivare novità esclusivamente per determinate categorie di lavoratori, così come circoscritto è lo stesso assegno universale, di ormai certa approvazione entro l’estate, come presentato dal presidente dell’Inps. Secondo quanto da lui illustrato, si tratta di uno strumento che dovrebbe valere solo per coloro che hanno 55-65 anni, che perdono il lavoro ma che non hanno raggiunto i necessari requisiti di accesso al trattamento pensionistico finale.

E nell’attesa di novità su eventuali piani di prepensionamento per gli statali, con la riforma della P.A., le ultime notizie riguardano gli autoferrotranvieri e il regime agevolato di cui possono godere ancora per andare in pensione. La loro età pensionabile era fissata a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne considerando la finestra mobile, ora, invece, grazie al nuovo regolamento di armonizzazione, il requisito anagrafico scende di ben 5 anni rispetto a quello previsto e vengono cancellate anche le finestre. Quindi nel 2015 questi lavoratori potranno andare in pensione con 61 anni e 3 mesi di età e le donne con 58 anni e 9 mesi di età con 20 anni di contributi.

Altra novità è il nuovo ddl presentato dal M5S per ripristinare i requisiti pensionistici agevolati per gli impiegati della polizia locale, eliminati dalla riforma pensioni Fornero e attualmente riconosciuti esclusivamente nei confronti del comparto pubblica sicurezza di cui la Polizia Locale non fa parte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il