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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie in manovra finanziaria sembra con i dati attuali molto difficile approvazione

Nuovi obiettivi Def 2015 e interventi riforma pensioni auspicati in prossima Manovra Finanziaria: ma a quali condizioni? La situazione e novità




Nessun aumento delle tasse e saranno cancellate nel 2016 le clausole di salvaguardia inserite nella scorsa manovra, pari a 16,8 miliardi puntando su spending review e crescita economica: questi gli obiettivi del nuovo Def, Documento di economia e finanza, presentato dal premier Renzi e dal ministro dell’Economia Padoan. Secondo le nuove stime contenute nel Def, quest'anno il Pil crescerà infatti dello 0,7%, un decimale in più rispetto alla stima d'autunno di +0,6%, una revisione minima considerando la ripresa auspicata ma mai avvenuta, del 2014, il governo ha scelto la prudenza e se alla fine dell'anno l'economia italiana avrà davvero raggiunto grandi miglioramenti allora sarà una buona sorpresa.
 
La ripresa dovrebbe arrivare con un'accelerazione a +1,4% nel 2016 e +1,5% nel 2017 ma, a differenza del passato, l'aumento del Pil non sarà funzionale al rientro del deficit e, nonostante la maggiore spinta all'economia, gli obiettivi di indebitamento restano quelli prefissati: 2,6% quest'anno, 1,8% nel 2016 e 0,8% nel 2017. Il governo punta così a garantirsi maggiori margini di manovra, con risorse a disposizione che, come ha annunciato il premier Renzi, “dopo i 21 miliardi di riduzione della tassazione di quest'anno, potranno eventualmente, se ci saranno le condizioni, portare ad un ulteriore taglio delle tasse a partire dall'anno prossimo”.

I numeri resi noti del Def evidenziano chiaramente come, alla fine, come ribadito più volte, anche per interventi sulla riforma pensioni sarà fondamentale la ripresa economica innanzitutto e non soltanto per inserire nella prossima Manovra Finanziaria piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, come auspicato anche dal ministro del Lavoro Poletti, ma anche per approvare concretamente l’assegno universale o per procedere alla rivalutazione degli assegni bloccati e agli aumenti delle pensioni minime.

Molto dipenderà anche da quel piano di tagli che, prima annunciato dal premier Renzi, poi ribadito dal presidente dell’Inps Boeri, attraverso revisione di pensioni di invalidità, guerra e reversibilità, tagli che consentiranno un ulteriore risparmio di soldi. Dunque, il Def rimanda tutto e per capire come si deciderà di agire sulle pensioni sarà importante capire come si evolveranno le cose nei prossimi mesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il