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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, mini pensione bloccate eppure nuove leggi agevolano singole categorie

Sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti al vaglio del governo da oltre un anno ma al momento piani concreti solo per poche categorie di lavoratori: le ultime notizie




Pensione anticipata per tutti con prestito pensionistico, quota 100, sistema contributivo, o anche staffetta generazionale e part time, o pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione: sono questi i meccanismi al vaglio del governo ormai da più di un anno per riuscire a rendere flessibili i requisiti imposti dalla riforma pensioni Fornero. Ma finora ancora non si è fatto nulla, per mancanza di risorse economiche necessarie e perché l’Ue continua ad ostacolare qualsiasi tipo di intervento flessibile.

E nell’attesa che vengano soddisfatte le richieste di partiti politici e forze sociali e che arrivi quella soluzione universale per tutti, continuano le ‘discriminazione’. Nuove soluzioni e proposte sono infatti rivolte solo a determinate categorie di lavoratori: è stato innanzitutto stabilito che per gli autoferrotranvieri permane il regime agevolato per andare in pensione.

Grazie al nuovo regolamento di armonizzazione, l’età per la pensione di vecchiaia di questi lavoratori che  era fissata a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne considerando la finestra mobile, ora scende di 5 anni rispetto a quello previsto e vengono meno anche le finestre. Ciò significa che nel 2015 questi lavoratori potranno andare in pensione con 61 anni e 3 mesi di età e le donne con 58 anni e 9 mesi di età con 20 anni di contributi.

Altra novità è quella proposta dal M5S che ha presentato un nuovo disegno di legge per ripristinare i requisiti pensionistici agevolati per gli impiegati della polizia locale, senza considerare le attese per il prepensionamento degli statali nella riforma della P.A. e i primi piani di uscita anticipata già approvati in alcune Regioni e Province per il loro personale in esubero, o l’assegno universale che, come strutturato dal presidente dell’Inps Boeri, dovrebbe interessare solo persone di 55-60 che perdono il lavoro ma non hanno ancora raggiunto i requisiti per andare in pensione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il