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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità ddl lavoro quota 100, assegno universale, mini pensione

Ancora nessuna novità su pensione anticipata e aspettative deluse anche in terzo e quarto ddl sul lavoro: cosa conterrà e a quando gli interventi sulla riforma pensioni auspicati




Ancora nessuna novità su pensione anticipata con quota 100, staffetta generazionale e part time, prestito pensionistico né tanto meno sull’assegno universale sarà contenuta nei prossimi disegni di legge delega sul lavoro. Il terzo e quarto ddl sul lavoro, che seguono i decreti attuativi su nuovo contratto unico a tempo indeterminato a tutele crescenti e nuovi ammortizzatori sociali, contengono provvedimenti per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. In particolare, è prevista una graduale estensione dell'indennità di maternità a tutte le lavoratrici.

Con questa novità, l’indennità passerebbe dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12 anni, con quella parzialmente retribuita al 30% che dovrà essere portata dai 3 anni di età del bambino a 6 anni e quella non retribuita dai 6 anni di vita del bambino ai 12 anni. Le aspettative di vedere anche interventi pensionistici erano nate perché lo scorso mese di marzo lo stesso premier Renzi aveva parlato di provvedimenti più di ‘sinistra’ suscitando entusiasmo in Cesare Damiano, minoranze Pd e non solo, che speravano in misure pensionistiche collegate al lavoro.

Prevedere infatti staffetta generazionale a part time avrebbe permesse, da una parte, prepensionamenti a lavoratori più anziani, ma, dall’altra, avrebbe permesso anche di rilanciare l’occupazione per i più giovani, visto che per ogni uscita si sarebbe dovuto procedere ad una nuova assunzione e, soprattutto alla luce degli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile resi noti la scorsa settimana, si sarebbe trattato di un intervento importante. Esattamente come per l’assegno universale.

Anche questa novità da molti è stata vista legata alla questione lavoro visto che, come annunciato dal presidente dell’Inps, si dovrebbe rivolgere innanzitutto a coloro che hanno sui 55-65 anni, perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché non hanno raggiunto i requisiti necessari. Funzionerebbe, dunque, come una forma di sostegno alle persone in difficoltà. Nulla però è previsto nemmeno per questa misura che, comunque, il presidente Boeri ha annunciato arriverà entro giugno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il