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Pensioni vecchiaia, donne,uomini riforma Governo Renzi: novità poche quota 100,Mini pensione seppur leggi confermate per categorie

Cesare Damiano rilancia sui piani di uscita anticipata per tutti ed esorta il governo a muoversi ma continuano invece interventi solo per alcune categorie di persone: le novità




Il presidente della Camera, Cesare Damiano, commenta le ultime novità del De, Documento di economia e finanza annunciato da premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan, dicendosi soddisfatto della decisione del governo di non voler applicare ulteriori tasse e quindi prendere ancora soldi dalle tasche dei cittadini. E ha detto: “Noi abbiamo apprezzato gli 80 euro, il taglio dell’Irap e la detassazione sul lavoro e siamo convinti che il governo, come dice il premier, proseguirà sulla strada intrapresa”. Ma auspica: “che venga messa in calendario anche il tema della introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico per correggere la riforma pensioni Fornero.

E “Non sarebbe accettabile un taglio alle pensioni in essere per il solo fatto che siano state liquidate con il sistema retributivo, perché anche questo sarebbe infilare le mani in tasca ai cittadini mettendo in discussione i diritti acquisiti e, nel caso dei pensionati, non si tratterebbe della prima volta”. E mentre Damiano torna a rilanciare sui piani di uscita anticipata per tutti mentre si attende ancora quella soluzione strutturale per tutti annunciata già l’anno scorso dal ministro del Lavoro Poletti ma ancora non arrivata, e si attendono soluzioni per esodati e quota 96 della scuola, ecco che continuano ad arrivare novità ma solo per alcune persone.

Si parte dai primi prepensionamenti per i dipendenti pubblici in esubero già approvati ma solo in alcune Regioni e Province, per arrivare alla nuova proposta dal M5S che ha presentato un disegno di legge per ripristinare i requisiti pensionistici agevolati per gli impiegati della polizia locale. Novità previste anche per gli autoferrotranvieri che potranno ancora andare in pensione con regime agevolato.

L’età per la pensione di vecchiaia di questi lavoratori era stabilita a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne considerando la finestra mobile, ma con il nuovo regolamento di armonizzazione è scesa di 5 anni rispetto a quello previsto e sono state cancellate anche le finestre, per cui nel 2015 questi lavoratori possono andare in pensione con 61 anni e 3 mesi di età e le donne con 58 anni e 9 mesi di età con 20 anni di contributi. ‘Discriminante’ sarebbe anche l’assegno universale annunciato dal presidente dell’Inps boeri visto che non sarebbe indirizzato a tutti ma solo a coloro che hanno 55-65 anni e che rischiano di ritrovarsi in una situazione di grave difficoltà se dovessero perdere il lavoro senza avere i requisiti necessari per andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il