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Pensioni, riforma scuola, Btp Italia, decreto province, spesometro, indulto, quota 96, amnistia: novità venerdì Governo Renzi

Sono riprese le audizioni sulla riforma della Scuola, mentre restano ancora aperte riforma pensioni e carceraria: novità e ultime notizie ad oggi venerdì 10 Aprile 2015




Si continua a rilanciare sulla necessità di rendere più flessibili i requisiti pensionistici imposti dalla riforma pensioni Fornero ma mancano le possibilità di approvazione e al momento anche nel Def non risulta alcun riferimento alla questione previdenziale. Ancora aperta la questione carceraria mentre sono riprese le audizioni sul ddl della riforma della Scuola. Vediamo le novità del governo Renzi ad oggi.

Pensioni: Mentre Cesare Damiano, minoranza Pd, e altre forze politiche rilanciano sulla necessità che il governo approvi piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, mentre continuano ad arrivare novità circoscritte solo a determinate categorie di lavoratori, tutto resta ancora fermo. Nessun riferimento a pensioni e questione previdenziale è stato fatto nel nuovo Def e questo chiaramente non è un buon segnale per chi attende novità nella prossima Legge di stabilità. Ma non è detto che fino alla fine interventi sulle pensioni non vengano inclusi nella nuova Manovra. Tutto dipenderà dall’andamento economico del nostro Paese, dalle condizioni in cui si verserà che potranno permettere o meno di rendere più flessibile l’età pensionabile per tutti, senza che l’Ue ne sia ancora contraria.

Riforma scuola: Dopo la pausa pasquale, sono riprese ieri le audizioni sul ddl della Riforma della Scuola. L'intenzione delle commissioni congiunte (Cultura e Istruzione) di Camera e Senato è quella di procedere senza sosta mentre la proposta avanzata da forze politiche (Sel e M5S) e da associazioni di insegnanti e sindacati è di cancellare dal ddl il provvedimento sulle assunzioni per inserirlo in un decreto legge anche se si tratta di una proposta che difficilmente sarà accolta. Il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, ha dichiarato che “Le assunzioni devono essere collegate all'idea di scuola che abbiamo proposto. Sta continuando con queste audizioni l'operazione di ascolto e c'è un calendario di lavori che ci consente di restare nei tempi prestabiliti”, approvando il provvedimento nella seconda metà di maggio. Ottimismo condiviso dalla senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale Pd, secondo cui già dalla prossima settimana si potrà parlare degli emendamenti.

Btp Italia: Da lunedì 13 aprile parte una nuova emissione del Btp Italia che durerà fino a giovedì 16 aprile e che a differenza delle precedenti emissioni avrà scadenza di 8 anni, di più rispetto alle precedenti. Maria Cannata, responsabile del Tesoro per la gestione del debito pubblico, ha spiegato che “La scadenza a 8 anni risponde all'esigenza emersa nell'attuale contesto di mercato da parte degli investitori di disporre di uno strumento che offra protezione verso l'inflazione domestica con un orizzonte temporale più lungo”. Il titolo resterà collegato all'inflazione nazionale e, ancora una volta, sarà collocato sul mercato attraverso la piattaforma elettronica Mot di Borsa Italiana in due fasi. La prima, che si terrà da lunedì 13 a mercoledì 15 aprile, è riservata solo ai risparmiatori individuali, e la seconda fase, che si svolgerà nella sola mattinata del 16 aprile, solo per gli investitori istituzionali.  Anche per questa emissione, il titolo sarà a cedole semestrali indicizzate al Foi (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), avrà rimborso unico a scadenza e prevede il classico ormai premio fedeltà destinato a chi acquista all'emissione e mantiene il titolo fino a scadenza.

Indulto e amnistia: Torna a salire il numero dei detenuti nelle carceri italiane e dopo gli ultimi numeri resi noti da Antigone, anche Rita Bernardini denuncia una situazione che rimane insostenibile. “Secondo i dati diffusi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al 31 marzo 2015 i detenuti presenti nei 200 istituti penitenziari italiani sono 54.122 e tornano a risalire” fa notare la segretaria di Radicali italiani. Questa situazione, ha dichiarato la Bernardini, “si può spiegare con il sostanziale venir meno dell’effetto Consulta: mi riferisco alla dichiarazione di incostituzionalità sulla Fini-Giovanardi, che ha imposto l’applicazione di minimi e massimi edittali molto più bassi per i reati relativi alle droghe leggere. Quella pronuncia è di febbraio 2014, epoca in cui la popolazione penitenziaria totale toccava quota 60.828: subito dopo si è creato un forte processo deflattivo, ben visibile con il riscontro al 31 luglio 2014, quando, nel giro di appena 5 mesi, il dato risultò essere sceso a 54.414”. Ora che, dunque, si è esaurito l’effetto della dichiarazione di incostituzionalità sulla Fini-Giovanardi, non c’è più alcun detenuto ristretto in meno di 3 metri quadri. E questo crea condizioni di vita drammatiche.

Quota 96: Torna a incalzare la protesta dei quota 96 per l'ennesimo nulla di fatto da parte del governo. E un rappresentante del comitato civico Quota 96, in audizione in commissione Cultura e Istruzione di Camera e Senato ha dichiarato: “Parliamo di quello che non prevede il ddl Buona scuola. Non viene infatti ancora risolto il madornale errore burocratico contenuto nella legge Fornero,  Quota 96, gli esodati della scuola. Dopo l'ennesimo stralcio della salvaguardia, prevista nel decreto Pa di luglio, la ministra Marianna Madia ha aveva assicurato che Quota 96 sarebbe stato risolto con il dl Scuola a fine agosto. Ma il provvedimento in esame non prevede nessuna salvaguardia”. E probabilmente si tratta di una soluzione che verrà ancora rimandata visto che la stessa Madia il mese scorso ha lasciato intendere che non si tratta di una questione prioritaria per il governo e solo qualche giorno fa il ministro dell’Istruzione Giannini ha confermato queste parole.

Decreto enti locali: Mentre incalza la polemica tra enti locali e governo a causa dei nuovi tagli per i Comuni annunciati nel nuovo Def, si attende ancora il decreto enti locali che servirà per collocare i mobilità o in prepensionamento i dipendenti pubblici delle Province in esubero. Il decreto sarebbe dovuto arrivare la scorsa settimana ma le Province non hanno stilato in tempo le liste dei dipendenti in esubero, facendolo slittare. E in alcuni casi, cioè in quelle regioni dove si voterà il prossimo maggio, la proroga potrebbe arrivare anche fino al prossimo settembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il