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Province, regioni, enti locali: mobilità, prepensionamento, esuberi. Legge nazionale PA e soluzione problema fondi necessari

Pronto decreto per permettere la mobilità dei dipendenti in esubero delle Province ma mancano i soldi. Serve un ddl nazionale secondo il governatore Zaia




Si attendeva ed è finalmente arrivato: è stato definito il decreto con le tabelle di equiparazione per permettere la mobilità ai lavoratori della P.A. in altri uffici mantenendo la stessa retribuzione rispetto a quella di provenienza per cui potrebbe partire l'operazione mobilità per le Province, ma la tensione tra governo ed enti locali, acuita dai nuovi tagli prospettati dal nuovo Def, non fa di certo bene. E ancora non si nulla di certo sul futuro dei 20 mila dipendenti che, per effetto della riforma Delrio, devono essere trasferiti ad un altro impiego pubblico.

Dei 20 dipendenti citati, però, per 5mila dovrebbe scatta il prepensionamento, altri 8 mila lavoratori dovrebbero essere assorbiti dai centri per l'impiego, mentre gli altri dovrebbero essere smistati tra polizia provinciale, uffici giudiziari, università, e centri dell'Anas. Ma chiaramente il grande problema per mettere in pratica questo piano sono le risorse economiche e la mancanza di soldi.

I diversi governatori fanno notare che con i tagli di spesa le Province hanno visto ridursi di un miliardo i trasferimenti e nei prossimi due anni i tagli ammonteranno a 3 miliardi di euro, per cui sarà difficile trovare una soluzione per pagare i dipendenti provinciali. In base ai calcoli dei governatori, servirebbero circa 300 milioni di euro per riuscire a garantire lo stipendio di questi lavoratori e le Regioni respingono l'ipotesi che circola secondo la quale le coperture derivare da fondi Ue destinati alle Regioni stesse, perché Bruxelles non approverebbe.

La soluzione, come prospettato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, potrebbe essere solo quella di un ddl nazionale. Zaia ha infatti dichiarato che “Sul tema dei riordino delle funzioni delle Province serve una soluzione nazionale, che sia uguale per tutte le Regioni e, per la gestione del personale, bisognerebbe che ci fosse una vera mobilità orizzontale con tutti i settori dell'amministrazione pubblica. Mi metto nei panni dei cittadini e dei lavoratori delle Province, che sono lì in un limbo, serve una mobilità orizzontale anche con altri settori, per esempio con quello della giustizia, e bisogna bloccare i concorsi a livello nazionale e far trovare un'altra collocazione a questi lavoratori”.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il