Antitrust: la benzina verrà venduta anche nei centri commerciali

In una segnalazione inviata a Parlamento, Governo e regioni l'Autorità sottolinea che è giunto il momento di rimuovere i vincoli normativi e di aprirsi alla vendita di carburante presso la grande distribuzione organizzata



Rimuovere tutti i vincoli che bloccano l'evoluzione del mercato della distribuzione dei carburanti per aumentare la competitività del settore e ridurre il prezzo industriale, in Italia costantemente più elevato della media di 15 paesi UE. E' quanto chiede l'Antitrust in una segnalazione inviata al Governo, al Parlamento e alle Regioni in cui sottolinea che i progressi ottenuti sono stati insufficienti e che l'erogato medio per impianto è notevolmente inferiore alla media europea: dai 39.000 punti vendita del 1980 si è arrivati agli attuali 25.000, numero comunque particolarmente elevato.

Secondo l'Autorità per ottenere un'effettiva razionalizzazione e ristrutturazione della rete, che abbia benefici effetti per i consumatori in termini di minor costo del prodotto e migliore qualità del servizio, occorre utilizzare la leva della GDO, la cui presenza è inferiore allo 0,5% sul totale dei punti vendita e all'1% in volume. In Germania, nel Regno Unito ma soprattutto in Francia, dove la percentuale delle vendite di carburante attraverso il canale della GDO supera in volume il 50% del totale, i punti vendita da essa gestiti si caratterizzano per elevati volumi di erogato e prezzi di vendita inferiori rispetto ai punti vendita delle imprese petrolifere. In Italia, una volta eliminati i vincoli normativi che frenano l'ingresso di nuovi operatori dotati di adeguate risorse e incentivi, quali quelli della GDO, si potrebbe creare quella pressione concorrenziale necessaria ad un'effettiva modernizzazione della rete, convertendo i guadagni di efficienza in una riduzione dei prezzi e in un miglioramento della qualità del servizio a beneficio dei consumatori.

Secondo l'Antitrust esistono forti barriere all'ingresso che è necessario eliminare. La legge nazionale - segnala l'Autorità - impone restrizioni quantitative all'entrata di nuovi operatori (distanze e superfici minime obbligatorie), lasciando che siano le Regioni a determinare i criteri per l'installazione dei nuovi impianti in base a parametri quali l'erogato totale regionale, i veicoli circolanti, il numero di abitanti, il numero punti vendita esistenti, i flussi di traffico, la stagionalità della domanda per motivazioni turistiche, distanze e superfici minime.

Nel concreto, le amministrazioni regionali hanno adottato misure di pianificazione dell'offerta che hanno cristallizzato gli assetti distributivi esistenti, favorendo di fatto gli interessi degli operatori già presenti sul mercato e limitando l'entrata di operatori più efficienti.

Stesso irrigidimento della normativa è presente - continua l'Autorità - con riferimento alle limitazioni all'esercizio dell'attività come l'imposizione di un orario massimo giornaliero, di un intervallo di durata variabile tra la fascia antimeridiana e quella pomeridiana, di turni di chiusura obbligatoria (ad esempio successivi all'apertura domenicale). L'Antitrust fa notare come l'imposizione di orari massimi riduce la possibilità di scelta dei consumatori mentre garantisce agli operatori già presenti sul mercato la stabilizzazione della clientela. La GDO che intende ampliare l'offerta del proprio centro commerciale con un punto vendita di carburanti è poi costretta ad osservare discipline diverse di orari, con la paradossale situazione che quando il centro commerciale/ipermercato risulta aperto la relativa stazione di servizio è chiusa e viceversa.

Nella segnalazione l'Autorità chiede che sia eliminata la pubblicazione quotidiana dei prezzi consigliati da ogni società petrolifera che determina condizioni di trasparenza del mercato utili solo alle società petrolifere. Per aiutare invece realmente il consumatore a scegliere occorre individuare strumenti che pubblicizzino i prezzi effettivamente praticati dai gestori nei singoli punti vendita, con una diffusione locale: ad esempio, informative su Internet, sulla cronaca locale dei quotidiani o cartelloni sulla rete autostradale o su quella ad alta percorrenza.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il